Estetica
Gli antiossidanti e i radicali liberi

Negli ultimi anni si parla tantissimo di antiossidanti in ambito di nutrizione. In primis è necessario fare il punto della situazione sulla proprietà antiossidante, comprendendo dunque in cosa consiste. Con proprietà antiossidante ci si riferisce alla capacità di ritardare o inibire in modo significativo l’ossidazione da parte di alcune sostanze, chiamate per l’appunto antiossidanti. In particolare, lo stress ossidativo è particolare poiché si tratta di uno stress chimico indotto dall’eccessiva presenza all’interno di un organismo di specie chimiche reattive, ossia di radicali liberi, dovuta anche ad una ridotta efficienza dei sistemi fisiologici di difesa antiossidanti.

 

Gli antiossidanti sono quindi quelle sostanze in grado di contrastare fino alla neutralizzazione la formazione di questi radicali che si formano proprio in seguito a reazioni di ossidazione. Un esempio è appunto il cibo che si converte in energia per il nostro organismo proprio per mezzo di reazioni di ossidazione.

 

Gli antiossidanti negli alimenti

L’importanza di una dieta sana e varia è nota pressoché a tutti. Tra i vari motivi che consigliano questa scelta quando ci si trova a tavola c’è anche quello che riguarda l’ossidazione: una dieta equilibrata favorisce infatti l’introduzione di tutte le sostanze antiossidanti necessarie per il nostro organismo, molte delle quali si trovano nella frutta e nella verdura. La vitamina C è probabilmente quella più nota per questa particolare proprietà, ma bisogna fare attenzione ad un aspetto: la cottura dei cibi riduce sensibilmente l’effetto di quest’ultima. La vitamina E risulta essere invece ben più resistente, mantenendo pressoché invariate le proprietà antiossidanti nel tempo e al variare della temperatura che la circonda.

 

Esistono poi antiossidanti che si attivano proprio per mezzo della cottura, come il licopene presente nel pomodoro. Per combattere la produzione di radicali liberi è consigliato seguire queste dritte: limitare il consumo di carni cotte alla griglia, scegliere un’adeguata modalità di cottura, limitare l’apporto calorico complessivo, ridurre il sale e i salumi e limitare i consumi di grassi. Ci sono poi alimenti che aumentano la quantità di radicali liberi come i grassi animali, il ferro, cibi ricchi di lipidi, acidi grassi polinsaturi (contenuti nel pesce, negli oli vegetali e nella frutta secca) e quindi è sconsigliabile esagerare con il pesce grasso e con l’olio non d’oliva.

 

A cosa serve il glutatione liposomiale?

Il glutatione liposomiale è un potente antiossidante. Le sue funzioni principali sono appunto quelle che riguardano la lotta ai radicali liberi, permettendo quindi un’ossidazione controllata all’interno del nostro organismo. Le componenti grasse che preservano la struttura delle capsule e ne facilitano l’assimilabilità sono i fosfolipidi, che riservano dunque una quantità minima di spazio al glutatione liposomiale. Chi comunque fa o volesse fare uso di queste capsule troverà di certo dei vantaggi per quanto riguarda gli antiossidanti. È comunque un prodotto che si sconsiglia di assumere nel lungo periodo poiché potrebbe provocare dei problemi nel corso della digestione all’interno del nostro intestino.

 

MitoQore come antiossidante

Esistono poi antiossidanti artificiali di ultima generazione come il MitoQore, utile per l’energia cellulare e per la rigenerazione di nuovi mitocondri. Questa formula contrasta i danni prodotti dal diabete come antiossidante e antiglicante, protegge il DNA e contrasta anche l’invecchiamento originato dall’infiammazione. Esistono una moltitudine di integratori in commercio contenenti l’enzima CoQ10 e l’enzima PQQ che permettono di lavorare in maniera specifica sullo squilibrio energetico mitocondriale, ma solitamente questi prodotti non vengono ben assimilati dal nostro corpo, producendo talvolta anche dei problemi. Inoltre, MitoQore è utile anche per chi soffre di problemi cardiaci poiché il lavoro del cuore si sposta nei mitocondri della cellula cardiaca in forma di ATP.

Estetica
Cos’è il Collagene? Perché è così importante?

Il Collagene è una sostanza proteica del corpo umano ed è quella più presente, in quanto arriva a rappresentare fino al 35% delle proteine del nostro copro, oltre a costituire circa il 90% della nostra pelle. La sua presenza è fondamentale in quanto ha la funzione di collegare, sostenere e nutrire i tessuti e gli organi ed ha la capacità di rinnovarsi continuamente; allo stesso tempo contribuisce insieme ad un’altra proteina, l’elastina, alla salute ed all’elasticità di tendini e pelle. Infine, aiuta la guarigione e la riparazione di danni alle ossa e alla cartilagine ed il mantenimento della forza e dell’elasticità. Per comprendere pienamente l’importanza del Collagene si può pensare semplicemente, per esempio, ad azioni che ripetiamo di continuo ogni giorno come sorridere o aggrottare la fronte. In quel momento le fibre di Collagene vengono sottoposte ad uno stress attraverso una piega temporanea della pelle e, grazie all’azione dell’elastina, tutto torna alla normalità in pochissimo tempo.

Cos’è il Collagene?

Il Collagene è una proteina strutturale molto preziosa per il corpo umano, oltre ad essere quella maggiormente presente, che forma una vera e propria impalcatura di sostegno per numerosi organi e tessuti: conferisce resistenza e, insieme all’elastina, contribuisce all’elasticità. È costituito da tre catene proteiche che si legano tra di loro per formare una tripla elica: si compone di tre tipi di aminoacidi, la glicina, la prolina e l’idrossiprolina, che durante il corso della vita sono in grado di rinnovarsi sempre, ma con tempi differenti. Sono state individuate 28 tipologie diverse di Collagene, che variano a seconda della sequenza di aminoacidi che lo compongono e che hanno funzioni diverse. Questa proteina è tra le più importanti, in quanto senza di essa le nostre cellule collasserebbero su sé stesse ed il nostro scheletro, insieme ai nostri vasi sanguigni, si disintegrerebbero.

I Benefici del Collagene

La presenza di Collagene all’interno del corpo umano è fondamentale per sostenere e nutrire tessuti ed organi, partendo dalla pelle, in quanto la mantiene elastica e riduce le rughe. È importante anche per alleviare il dolore articolare, diminuendo ad esempio i sintomi dell’osteoartrite, e per aumentare la densità ossea. Migliorando la struttura della pelle, il Collagene contribuisce anche alla lotta contro la cellulite, che si forma a causa della presenza di grasso sotto la pelle che preme contro il tessuto connettivo: questa proteina aiuta a bruciare i grassi e a costruire i muscoli. Inoltre, sembra che il Collagene possa aiutare a ricostruire i tessuti del tratto digestivo. Infine, anche i capelli possono beneficiare dell’effetto del Collagene, in quanto aiuta a riparare la fibra di capelli sfibrati e deboli, contribuendo all’idratazione e ispessendo il rivestimento esterno: in questo modo i capelli sono protetti e riparati e rimangono in perfette condizioni.

Dove si trova il Collagene?

Il Collagene è la proteina più abbondante del corpo umano ed è presente, in generale, in tutti i tessuti connettivi. Si trova principalmente nella pelle, ma anche nei tessuti cartilaginei, nelle ossa, nei denti, nei capelli e nei muscoli. Tra le funzioni principali c’è quella della nutrizione di organi e tessuti e del mantenimento dell’elasticità.

Siero all’acido ialuronico di Ipanacea, il trattamento Biolifting

Con il passare del tempo, in particolare a partire dai 25/30 anni di età, la quantità di Collagene, ma anche di elastina, si riduce, rendendo di conseguenza la nostra pelle meno elastica. Per rallentare questo processo è importante evitare di fumare e di eccedere con alcolici, ridurre lo stress e avere una giusta alimentazione, senza esagerare con gli zuccheri ed i fritti. Esistono, però, anche dei prodotti che stimolano la produzione di Collagene ed aiutano a mantenere una pelle in perfette condizioni. Ipanacea mette a disposizione il Siero Acido Ialuronico, acquistabile sul sito https://ibenesseresalute.it/product/siero-acido-ialuronico/. Il trattamento di Biolifting tramite questo prodotto genera tre benefici: assicura la giusta idratazione della pelle, la rimpolpa e mantiene la sua elasticità in modo naturale.

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Estetica
Acido Ialuronico: Cos’è e a cosa serve

Nel seguente articolo si affronterà un elemento spesso al centro di discussioni riguardanti il campo medico ed estetico: l’acido ialuronico. Parliamo di una molecola fortemente presente nelle articolazioni e negli occhi, naturalmente contenuta all’interno del nostro organismo.

 

Il processo di creazione della molecola stessa può variare: la scoperta originale riporta all’umor vitreo dell’occhio, dove l’acido ialuronico venne ritrovato ed utilizzato subito negli anni ‘70. Nel corso del tempo si sono scoperti altre metodologie di produzione, come l’estrazione del mucopolisaccaride da diversi animali, soprattutto dalla cresta dei galli.

 

Ad oggi, esistono diverse tipologie di acido ialuronico, come quelle provenienti da alcuni batteri e definite “aviarie”.

 

La struttura chimica porta a classificare l’acido ialuronico come glicosaminoglicano. Lunghe sequenze di due zuccheri semplici (l’acido glicuronico e la N-acetilglucosamina) possiedono una carica negativa, così che l’unione di entrambe generi un effetto repulsivo: il risultato sarà una molecola flessibile, lineare e decisamente polare. Il vantaggio di questa molecola si rivela al contatto con l’acqua, visto che la solubilità di acido glicuronico e N-acetilglucosamina consentono ai tessuti di idratarsi e, contemporaneamente, non subire un’eccessiva sollecitazione.

 

A cosa serve l’acido ialuronico?

 

L’acido ialuronico è protagonista dell’idratazione del tessuto connettivo, oltre che alla turgidità, viscosità e plasticità dello stesso. In poche parole, la capacità di non disperdere acqua conferita dalla molecola permette alla cute di essere costantemente idratata, oltre a proteggere l’organismo da batteri e infiammazioni. Non è un caso che sia la medicina che l’estetica facciano largo uso dell’acido ialuronico, con pelle e articolazioni soggette a diversi trattamenti.

 

Che effetto fa l’acido ialuronico sul viso?

 

Come va a inserirsi l’acido ialuronico nel trattamento del viso? Poiché tale molecola risiede nel derma, le sue proprietà donano elasticità e morbidezza alla pelle, donando un aspetto più tonico e luminoso. Più si avanza con l’età, ovviamente, e più la quantità di acido ialuronico diminuisce, portando al celebre invecchiamento cutaneo.

 

Una simile dinamica, di conseguenza, colpisce le persone appartenenti alle fasce d’età più alte o, comunque, singoli individui che necessitano di trattamenti particolari, anche se diversi ragazzi e ragazze stimolano l’acido ialuronico già prima dei trent’anni.

 

In questo modo, la pelle viene già allenata al progressivo invecchiamento biologico, rendendola forte e pronta a resistere agli inesorabili segni del tempo. In campo estetico, neanche a dirlo, le iniezioni di questa molecola sono all’ordine del giorno, visto la costante richiesta da parte del mercato mondiale.

 

L’acido ialuronico nel massaggio riflessologico facciale

 

Esiste un trattamento particolare per stimolare la produzione di acido ialuronico? Ovviamente si. Tra le varie metodologie di stimolazione, una molto interessante è il massaggio riflessologico facciale. Tale procedura consiste nel massaggiare determinati punti del viso, portando le pelli più impure e asfittiche a disintossicarsi. Si tratta di una procedura estremamente delicata, motivo per cui è assolutamente consigliato affidarsi a degli esperti del settore.

 

 

 

 

 

Siero dell’acido ialuronico: la soluzione di Ipanacea

 

Quali sono le possibili soluzioni alla mancanza di acido ialuronico per il nostro organismo? Nei decenni passati sono state portate avanti numerose ricerche, ma solo alcune hanno fornito le risposte che gli scienziati cercavano. A tal proposito, Ipanacea offre il proprio Siero Acido Ialuronico: parliamo di un trattamento intensivo anti-età, senza profumi o conservanti, oltre all’assenza di proteine di origine animale. Tra le principali proprietà dell’acido ialuronico nella sua applicazione in campo cosmetico, si possono elencare:

  • assicurare un corretto livello di idratazione della pelle
  • migliorare l’elasticità della pelle
  • favorire una pelle dall’aspetto rimpolpato.

I suoi principali benefici sono i seguenti: aiuta ad attenuare le rughe, mantiene la giusta idratazione della pelle, la rimpolpa e sostiene la sua elasticità in modo naturale. Per ulteriori informazioni https://ibenesseresalute.it/product/siero-acido-ialuronico/

Estetica
Cos’è il Filler e a cosa serve?

Spesso capita di sentire in televisione alcuni termini medici di cui non sempre si è al corrente, come ad esempio il Filler. Cos’è il Filler? In medicina, soprattuto in quella estetica, si intendono dei piccoli ritocchi tramite delle sostanze, che vengono iniettate a livello sottocutaneo per correggere imperfezioni della pelle. In poche parole, tramite questo metodo possono essere riempite alcune zone della pelle che col tempo sono rimaste vuote, andando così a nascondere rughe o altri segni dell’invecchiamento, oppure che lo sono diventate a seguito di incidenti, come nel caso di cicatrici o altri segni. Solitamente viene utilizzato in zone del viso che possono essere quelle attorno agli occhi, le cosiddette zampe di gallina, le labbra, quelle attorno al naso o gli zigomi. L’operazione vera e propria viene eseguita solitamente tramite l’utilizzo di una siringa, che va ad iniettare nella zona desiderata il liquido riempitivo.

 

Quali tipi di Filler esistono?

Non esiste un solo tipo di Filler, questo anche per via dell’altissimo numero di richieste che ci sono stati negli ultimi anni in quest’ambito. Il più utilizzato è conosciuto è il filler all’acido ialuronico, tramite il quale si può andare ad idratare gli strati di pelle in profondità, eliminando le rughe ed andando anche a lasciare un effetto cosiddetto “soft-lifting” in maniera del tutto naturale. Troviamo poi i filler al collagene, anch’esso del tutto naturale, che viene molto adoperato nei ritocchini alle labbra e nel trattamento di cicatrici rimaste sulla pelle al seguito di incidenti o per colpa di malattie come l’acne. Questi due tipi di filler sono detti riassorbibili, in quanto sono naturali e come tali l’organismo col tempo riesce a smaltirli, ma esistono anche filler sintetici. Questi filler sintetici si dividono in semipermanenti e permanenti; vengono utilizzati per modellare gli zigomi, ad esempio, e consistono in vere e proprie protesi che vengono inserite a livello sottocutaneo.

 

Che vantaggi porta il Filler?

Il vantaggio principale del Filler è che il riempimento dei vuoti tramite questo trattamento, particolarmente rapido e sicuro, come del resto dimostra l’ampio utilizzo, è anche particolarmente prevedibile. Questo significa che gli effetti si possono già prevedere anticipatamente al trattamento vero e proprio e diventano visibili immediatamente dopo. Il risultato sul volto di chi utilizza questa tecnologia è del tutto naturale, a differenza della chirurgia estetica che mostra molto più la propria presenza rispetto al filler. Inoltre, da non sottovalutare è anche il fatto che non vi sono tempi in cui bisogna aspettare e bloccare le proprie attività; con il filler, infatti, si può subito riprendere la propria routine quotidiana. Certo, possono esserci anche qui alcuni effetti collaterali indesiderati, ecco perché bisogna sempre farsi seguire dal proprio medico, sia prima che dopo al trattamento.

 

Il Filler abbinato all’Enerpulse

Con Enerpulse si intende una nuova tecnologia per quanto riguarda il trattamento delle pelli ma non solo, che consiste in un macchinario di ultima generazione che produce impulsi elettro-magnetici (PEMF) molto brevi, ma ad alta intensità, capaci di riportare in corretta funzione tutti i tessuti biologici, anche quelli che si trovano a 20 centimetri di profondità, infatti l’effetto sulle cellule è duplice: bio-elettrico e bio-chimico. Tutto questo permette di abbinare ai Filler, che già abbiamo visto, un meccanismo capace di generare un’energia tale da riattivare naturalmente le cellule. L’efficacia di Enerpulse è stata studiata e confermata negli ultimi anni, tanto che il suo utilizzo viene anche consigliato per guarire alcune tipologie di traumi, ad esempio quelli infiammatori di atleti professionisti. Se per il Filler, come abbiamo detto, si tratta di un’operazione veloce, anche con Enerpulse non si perde certamente tempo, infatti viene eseguito tramite poche sedute di breve durata, solitamente 5 sedute da 10-20 minuti l’una, il che risulta un bel vantaggio in una società molto impegnata come la nostra.

Alimentazione
DIETA SENZA CARBOIDRATI: FUNZIONA?

Quando si parla di alimentazione, è inevitabile ripercorrere tutti i progressi che l’umanità ha fatto in merito: nozioni, curiosità, miti sfatati e precisazioni sono all’ordine del giorno, soprattutto nelle celebri diete. Quest’ultime, non a caso, si sono evolute nel corso del tempo, offrendo migliaia di alternative a chi avesse bisogno di alimenti particolari, causa allergie, intolleranze o, più semplicemente, gusti personali. A tal proposito, infatti, non è detto che i celebri tre macronutrienti, ovvero grassi, proteine e carboidrati, siano costantemente inclusi nel percorso alimentare di una persona, anzi, diverse filosofie di pensiero tendono ad escludere un macronutriente in particolare, ovvero i carboidrati. Scopriamo come nasce e perché questa dieta alimentare si è diffusa così tanto nel mondo dei nutrizionisti.

 

Cosa si può mangiare nella dieta senza carboidrati?

 

I carboidrati sono associabili ad alimenti come pasta, pane, riso e simili, di conseguenza un’alimentazione priva di questo macronutriente offrirà soluzioni incentrate su proteine e grassi. Tra le prime troviamo carne, pesca, uova, legumi, latte e derivati, mentre per i grassi ci si può rifare ad alimenti come olio, mandorle, noci secche o avocado. È evidente che l’assenza totale di carboidrati non sia un segnale ottimale per il nostro corpo, anzi, gli effetti collaterali sono numerosi è assai nocivi, come vedremo nel prossimo paragrafo.

 

Come risponde il corpo all’assenza di carboidrati?

 

Poiché i carboidrati sono associati ad alimenti come pasta, riso, pane e simili, una dieta senza tale macronutriente appare come la soluzione più facile per una perdita di peso. Eppure, l’assenza totale di carboidrati non è affatto un bel messaggio per il nostro organismo. Privarsi totalmente di questi macros induce ad un forte stress, causato dall’assenza di zuccheri, e provoca un progressivo abbassamento delle proprie forze immunitarie. Inoltre, ad onor del vero, la perdita di peso collegata all’assenza di carboidrati non riguarda il tanto odiato “grasso”, bensì la massa muscolare attiva, fornendo un risultato contrario a quello voluto. Oltre ciò, i carboidrati sono fondamentali nella produzione di un elemento cruciale per il proprio umore: la serotonina. Tale elemento è un neurotrasmettitore dona un effetto antidepressivo e regolatore, concentrato nel nostro sistema nervoso centrale e che parte dall’aminoacido essenziale triptofano. Oltre all’umore, la serotonina è perfetta anche per controllare la fame e il proprio comportamento alimentare.

 

Quali sono i vantaggi di una dieta senza carboidrati?

 

Appurato che l’assenza totale di carboidrati è una pratica decisamente delicata da affrontare, andiamo a vedere anche i benefici derivanti da una riduzione di questi macronutrienti:

 

Miglioramento della salute del cuore: uno studio della National Library of Medicine, condotto su 29 uomini in sovrappeso, ha rilevato che la riduzione dell’assunzione di carboidrati al 10% del totale delle calorie giornaliere per 12 settimane ha diminuito i livelli di trigliceridi del 39%, rispetto ai livelli di base.

 

Perdita di peso: come già citato prima, la riduzione dei carboidrati nella propria dieta facilità la perdita di peso, in quanto diversi alimenti sono spesso mangiati oltre il dovuto fabbisogno calorico (pasta, riso, pane, ecc)

 

– Altri vantaggi: pressione sanguigna più bassa; miglioramenti dei fattori di rischio per le malattie cardiache; meno acne, riduzione del rischio di sviluppare la sindrome metabolica.

 

Cibi sani con il CrossFood

 

Il mondo è pieno di persone con intolleranze alimentari: non è raro sentire di individui vittime della propria digestione, magari lenta e assai difficile, o del gonfiore intestinale. Tutto ciò, ovviamente, dipende da determinati alimenti, i quali possono risultare poco assimilabili dal nostro intestino, motivo per cui entrano in gioco i prodotti Cross Food. Tali prodotti offrono un’alimentazione priva di glutine, lattosio o di qualsiasi caratteristica legata a patologie con un’alterata permeabilità intestinale. Un esempio classico sono le tisane o i mieli, grazie ai quali l’organismo riceve benefici curativi, come gli effetti depurativi, antidolorifici o riequilibranti del colesterolo.

Benessere
Coenzima CoQ 10

Che cos’è il Coenzima Q10?

Il Coenzima Q10, noto anche come ubidecarenone, è una molecola di natura lipidica che si trova nei mitocondri, organelli intracellulari presenti in tutto il corpo con la funzione essenziale di centrali energetiche nelle nostre cellule. È presenti, quindi, in tutti gli organi e tessuti umani, e proprio per questo viene chiamato anche ubichinone, ma varia a seconda del distretto corporeo e dell’età: la concentrazione maggiore di Coenzima Q10 si trova nel cuore e, poi, nei reni, nel fegato, nei muscoli, nel pancreas, nella tiroide e nella milza che, essendo più attivi, hanno bisogno di una maggiore produzione di energia.

La concentrazione di questa molecola diminuisce con l’aumentare dell’età, determinando un calo dell’efficienza energetica, oppure in presenza di malattie cardiache, diabete, cancro o patologie come l’Alzheimer, il morbo di Parkinson e la SLA. Essendo un potente antiossidante, il Coenzima Q10 viene sempre più utilizzato come integratore date le sue numerose proprietà.

A cosa serve il Coenzima Q10?

Essendo coinvolto in reazioni che portano alla produzione di energia, il Coenzima Q10 è fondamentale per garantire il corretto funzionamento di molti organi e per lo svolgimento di numerose reazioni chimiche che si sviluppano all’interno dell’organismo. Svolge un ruolo importante, ovvero quello di antiossidante naturale in grado di neutralizzare i radicali liberi, proteggendo in particolare organi come la pelle ed il fegato.

Il Coenzima Q10 è necessario per l’attivazione del metabolismo, migliorando le prestazioni fisiche ed intellettive, diminuendo la fatica. Tra i suoi compiti ci sono anche quelli di mantenere il cuore in salute, proteggere il cervello e stimolare la produzione di sostanze che permettono di migliorare il tono dell’umore. Il Coenzima Q10 è anche in grado di mantenere sotto controllo la pressione sanguigna, di diminuire il livello di colesterolo nel sangue e ridurre l’incidenza dei tumori. Quindi, il Coenzima Q10 ha un ruolo importante di contrasto alle conseguenze di alcune malattie, come ad esempio il cancro, e di protezione da patologie neurodegenerative.

Proprietà ed effetti benefici del Coenzima Q10

Come detto in precedenza, il Coenzima Q10 è concentrato maggiormente nel cuore, tra gli organi più attivi e di conseguenza con un bisogno maggiore di produzione di energia. Per questo motivo, l’integrazione alimentare di ubichinone potrebbe migliorare l’efficienza della catena di trasporto degli elettroni, aumentando il tal modo l’energia a disposizione per l’attività cardiaca, in particolare quando sono presenti delle patologie.

Lo stesso discorso può essere fatto anche per le malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer, il morbo di Parkinson e la SLA: l’integrazione del Coenzima Q10 potrebbe aiutare a bloccare i meccanismi biologici nello sviluppo e nella progressione della patologia, agendo come strumento di intervento e prevenzione complementare alle terapie farmacologiche. Infine, il Coenzima Q10 potrebbe fare al caso anche di numerosi sportivi, aiutando a migliorare la prestazione atletica: infatti, la sua azione è quella di ridurre la sensazione di fatica, oltre a limitare il rischio di infortuni.

Un prodotto nuovo da Ipanacea: il MitoQore

Negli ultimi anni il Coenzima Q10 ha assunto importantissimo ruolo nel mondo dell’integrazione nutrizionale, grazie al suo potentissimo ruolo antiossidante che risulta essere efficace nel controllo del livello del colesterolo nel sangue. Ipanacea ha messo a disposizione un prodotto nuovo che consente di integrare Coenzima Q10 e che prende il nome di MitoQore, e lo si può acquistare sul sito https://ibenesseresalute.it/product/mitoqore/. MitoQore è un integratore che aiuta la stimolazione della produzione di energia cellulare, quindi il trasporto di elettroni e sintesi di ATP e la stimolazione della produzione di nuovi mitocondri. Agendo come antiossidante, sostiene la sintesi di Glutathione ed il metabolismo cellulare. Infine, essendo il Coenzima Q10 fondamentale per l’attività cardiaca, il MitoQore favorisce la protezione del danno vascolare.

Posturologia
Kiniesologia

Chinesiologia: cos’è e quali vantaggi porta

Quando ci si trova in un periodo di inattività motoria, dovuta, ad esempio, ad un infortunio o a qualche patologia che limita o, in qualche modo, non permette il movimento, è molto importante cercare di riprendere i propri ritmi della daily routine, senza cercare di fermarsi del tutto. Molti sono i professionisti del settore in grado di dare, in base alle varie situazioni che si possono venire a creare, dei lavori personalizzati, in modo da andare a migliorare il proprio benessere in modo crescente. Tra le scelte più proposte dai medici del settore c’è quella di ricorrere alla Chinesologia.

Cosa è la chinesiologia?

La Chinesiologia è la scienza che studia il movimento reazionale del corpo e lo fa in tutte le sue possibili forme, andando da quella intellettivo-cognitiva a quella affettivo-emotiva, passando per quella fisico-motoria e sociale-reazionale. Tutta la sfera, quindi, in tutti i suoi ambiti rientra nello studio della chinesiologia, che solitamente viene utilizzata in differenti occasioni, ma, e questo è molto importante ricordarlo sempre, viene sempre consigliata e programmata seguendo i dettami consegnati da medici e non solo facendo da sé dei programmi più o meno personalizzati.

Quando è utile?

Essendo una disciplina scientifica, la chinesiologia nel tempo si è costituita di ricerche scientifiche ben accurate, che hanno sviluppato tutta una serie di programmi possibili. Importante è andare poi ad attare questi programmi, che sono per lo più personalizzati in base ai casi d’interesse, e adeguarli alle situazioni fisiche che si vanno a prendere in considerazioni, che possono presentare problemi o anomali. Molto utile è il suo utilizzo in casi di situazioni patologiche, soprattutto, ma anche in altri casi legati ad un deficit motorio dovuto a qualsiasi altra motivazione. Questi trattamenti permettono di ritrovare un buono stato di forma, recuperare l’atleticità dopo periodi di infortuni per gli sportivi, trovare il proprio stile di vita in maniera sana, correggere posture sbagliate, recuperare funzionalità perse o interdette da situazioni esterne, prevenire patologie e tenersi in attività fisica senza andare a sentire troppo gli effetti degenerativi di alcune malattie.

Che differenza c’è tra chinesiologia e fisioterapia

La differenza che c’è alla base tra chinesiologia e fisioterapia è che la prima opera su una base medico-pedagogica con l’obiettivo di andare ad educare, o in alcuni casi rieducare, alcune zone dell’apparato motorio. Per farlo utilizza diversi tipi di tecniche, per andare ad agire in maniera globale sull’organismo per intero della persona. Si può dire, dunque che la chinesiologia lavora per l’ottenimento e il mantenimento della salute e del benessere del soggetto. La fisioterapia, invece, opera su una base medica, utilizzando tecniche prettamente terapeutiche, sia strumentali che manuali, per andare ad agire su situazioni di dolore ed andare a riabilitare delle zone del soggetto che hanno avuto dei traumi.

Dr. Marco Carlon: attività motoria personalizzata

Come si è ormai capito in base a quanto descritto prima, più che fondamentale per un buon programma di chinesiologia è avere un buon programma di attività motoria personalizzata, ecco perché è importante cercare sempre un professionista specializzato in grado di disegnare dei cicli di lavori ed esercizi fatti su misura per le necessità che si presentano. Questo perché, ogni patologia che può essere migliorata grazie all’apporto della chinesiologia adattata, si presenta in maniera ed intensità differente in base alle persone in cui sviluppa. Dei buoni cicli di lavoro devono prevedere esercizi atti a far lavorare nella maniera corretta tutte le parti del corpo, movimentando quindi gambe, busto, braccia e tutto quanto può essere utile per il raggiungimento di una buona salute. Questo anche perché tramite l’attività fisica preventiva e adattata si può anche arrivare ad un mantenimento di quella che è la forma fisica, ossia uno dei migliori indicatori di benessere.

Posturologia
La Masticazione

L’importanza di una corretta masticazione

 

Tra le fasi più sottovalutate dell’alimentazione umana troviamo sicuramente la masticazione. Ingenuamente si potrebbe pensare che, trattandosi di uno step iniziale, l’attenzione a questa dinamica possa ridursi ad un semplice “boccone” da mandare giù, concentrandosi per lo più sulla qualità del cibo ingerito. Ma la verità, come spesso capita, si cela dietro i minimi dettagli, come quelli legati ad una corretta e sana masticazione dei pasti quotidiani, soprattutto in un’epoca dove il tempo ci costringe a correre e far tutto tremendamente di fretta.

 

Come deve essere una corretta masticazione

 

Per una corretta masticazione si comincia dai requisiti fondamentali a livello fisiologico. Primo fra tutti, una mascella allineata e che non comprometta in principio la masticazione stessa: se disalienata, l’apertura e la chiusura della bocca rischierebbe di non procedere regolarmente, rovinando l’esecuzione della masticazione. Appurato questo semplice, seppur decisivo, dettaglio, il cibo deve essere masticato da entrambi i lati. L’input nervoso trasmesso al cervello permette seduta stante di individuare la tipologia di alimento ingerito, perlomeno a livello di densità: lingua e palato riconoscono se il pasto presenta una consistenza dura o moderatamente morbida, in maniera tale che pure i muscoli possano prepararsi all’intensità dello sforzo. In tale dinamica, gioca un ruolo molto importante anche la saliva, che grazie alle sue proprietà straordinarie scompone amidi e grassi, facendo sì che il cibo scivoli più delicatamente.

 

Quali sono le parti interessate nella masticazione

 

Oltre ai già citati lingua e palato, i protagonisti della masticazione sono senza alcun dubbio i denti, che triturano il cibo, facilitandone la digestione nello stomaco. Non tutti i denti, ovviamente, sono uguali, perciò andiamo a vedere nello specifico le funzioni di ognuno:

 

  • Incisivi: affilati e taglienti, il loro ruolo è appunto quello di incidere gli alimenti, così che la mandibola possa spostarsi in avanti e proteggere gli altri denti coinvolti nel movimento, allineando perfettamente il movimento della masticazione.

 

  • Canini: la loro funzione riguarda la capacità di strappare il cibo, in movimento nella bocca da destra a sinistra

 

  • Premolari: essendo più larghi e piatti, il loro obiettivo è appiattire il cibo, quasi a schiacciarlo per ridurne le dimensioni

 

  • Molari: di tutta la dentatura, si tratta dei denti più grandi e forti della bocca, motivo per cui la loro finalità è macinare gli alimenti ingeriti, fino a ridurli in poltiglia.

 

Una volta che i denti hanno fatto tutti il loro lavoro, la masticazione può passare alla fase successiva, col pasto che viene deglutito e si prepara ad andare dritto verso lo stomaco.

 

Problemi dovuti ad una masticazione errata

 

Una masticazione veloce e frettolosa, nonché poco attenta, è tipica dei giorni d’oggi, causa i ritmi sempre più frenetici. Ciò è fatale per la digestione, perché se la nostra bocca non offre dei bocconi piccoli e delicatamente assimilabili durante la deglutizione, il rischio che l’intero processo si rallenti è decisamente alto. Una corretta masticazione, inoltre, è un toccasana per le gengive, le quali possono ripulirsi dai residui grazie al lento e corretto movimento della mandibola. In ottica dieta, tra l’altro, masticare lentamente è perfetto per chi vuole mangiare meno: il sapore, il tatto e l’elaborato assaporamento degli alimenti ingeriti, suggerirà una sensazione di sazietà ben maggiore, rispetto al classico pasto buttato giù in fretta e furia.

Estetica
Lipofilling buono

Cosa è il Lipofilling?

Il Lipofilling, bastato sulla modalità di estrazione del grasso ideata da Fournier nel 1989, è un tipo di intervento chirurgico volto al rimodellamento del corpo attraverso l’estrazione di grasso corporeo da determinate parti del corpo dette “donatrici” e l’impiantazione di questo in altre zone del corpo chiamate “aree svuotate”. Questo tipo di tecnica è utilizzata nella maggior parte dei casi nell’ambito della chirurgia estetica al fine di rimodellare, volumizzare o correggere imperfezioni della pelle. I principali utilizzi, infatti, riguardano appianamento di rughe, volumizzazione di glutei, seno, polpacci e ridefinizione di guance zigomi e mento. Questo tipo di procedura è altresì utilizzato anche per quel tipo di chirurgia ricostruttiva contro cicatrici ed ustioni.

Prima di sottoporsi ad un intervento di Lipofilling è fondamentale una visita preliminare con il medico per informare lo specialista riguardo eventuali cure mediche fatte o ancora in corso. Altra informazione rilevante da fornire è il numero di interventi estetico-chirurgici alla quale si è stati sottoposti, una volta ottenuto l’ok e fissata la data dell’operazione è importante evitare l’uso di antinfiammatori.

L’intervento di Lipofilling, nella maggioranza dei casi, viene fatto in anestesia locale e quindi ultimato il giorno stesso. In alcuni casi, invece, il medico potrebbe optare per l’anestesia totale che richiederebbe quindi una notte di ricovero presso la struttura dove l’operazione avviene. L’operazione consiste nel prelievo di grasso dalla parte “donatrice”, dove è presente in eccesso, per essere impiantato nelle “aree svuotate”. Il grasso viene raccolto tramite una cannula sottile a circuito chiuso che quindi rende incontaminato il prodotto prelevato. Una volta ultimato il prelievo il grasso viene centrifugato per purificare l’adipe dal prodotto anestetizzante. Finito questo processo l’adipe potrà essere impiantato nelle aree selezionate tramite una cannula più sottile di quella usata in precedenza. Al termine dell’operazione la zona interessata sarà bendata per un periodo di tempo variabile a discrezione del medico.

I vantaggi del Lipofilling

Il più grande vantaggio della pratica chirurgica legata del Lipofilling è la quasi totale assenza di rischi e complicazioni che presenta. Il motivo principale della bassa percentuale di rischio di questo intervento è rappresentato dal fatto che ciò che viene iniettato nel corpo è il grasso del paziente stesso e quindi sicuro e naturale al 100%. Altra caratteristica positiva di questo tipo di operazione è il suo effetto permanente e duraturo. Per ottenere un effetto permanente, a onor del vero, sarà comunque necessario sottoporsi ad almeno altri 2 interventi volti a perfezionare quello che sarà il riassorbimento del grasso. Ultimo motivo è il tempo di recupero poiché mediamente si ritorna alle normali attività entro un periodo che varia dai 2 ai 4 giorni.

I nuovi trattamenti: le biotecnologie

Il Lipofilling si inserisce all’interno di quei trattamenti sempre più in via di sviluppo e si inserisce nel filone delle biotecnologie ovvero le applicazioni tecnologiche che utilizzano sistemi biologici, organismi viventi o da loro derivati per realizzare prodotti destinati ad uno specifico. Negli ultimi periodi si stanno facendo diversi passi avanti in questa disciplina, tra gli studi più recenti, infatti, troviamo quello riguardante il Gene Drive che vuole accelerare la propagazione di una certa modifica genetica desiderata all’interno di una popolazione. Questo tipo di scoperta andrebbe a scontrarsi contro la malaria come affermato dal Dottor Andrea Crisanti che ha affermato: «Abbiamo dimostrato che la tecnica gene drive può portare alla scomparsa di femmine fertili, producendo il collasso di una popolazione di zanzare».

Da Lipofilling a Biolifting e Enerpulse

Il Biolifting è una tecnica chirurgica molto simile a quella del Lipofilling, in questo caso, però, l’obiettivo è quello di dare elasticità e tono ai tessuti, soprattutto quelli del viso. Vengono iniettati farmaci bio-stimolanti per idratare e ringiovanire. Non presenta alcun rischio così come il Biolifting. Prima di procedere all’intervento si pulisce completamente il viso attraverso trattamenti estetici come lo scrub, dopodiché si iniettano i farmaci con cannule molto sottili. Nel corso del tempo, grazie alle nuove tecnologie, sono nati nuovi modi di eseguire un intervento simile a quello del Biolifting. Uno di questi è rappresentato dall’apparecchio Enerpulse, una sonda che, grazie ai suoi impulsi elettromagnetici è in grado di trattare degenerazioni ed infiammazioni dei tessuti, aiutando questi a svolgere in maniera ottimale una corretta disintossicazione e ossigenazione. Come è possibile leggere anche presso il sito associazionebioenergia.it, in un articolo riguardante questa nuova tecnologia, l’apparecchio Enerpulse presenta molti lati positivi tra cui la qualità degli impulsi, la stimolazione dell’organismo, la breve durata della seduta e la sua efficacia.

Alimentazione
Intolleranze alimentari

Intolleranze alimentari: come capire se si hanno

Cosa sono le intolleranze alimentari?

Al giorno d’oggi si è soliti sentir parlare di intolleranze alimentari o reazioni avverse del metabolismo a qualsivoglia tipologia di cibo. Dalle categorie più disparate di nutrimenti assunti alle reazioni di diverso tipo, prima di commentarle è però necessario aver ben chiaro un concetto, non così semplice come si è spesso soliti pensare: Cosa sono le intolleranze alimentari?

Le intolleranze alimentari rientrano in un gruppo vasto e spesso non adeguatamente classificato o ben noto, quello dei disturbi causati da reazioni avverse in seguito all’assunzione di una tipologia di cibo. Fatta questa doverosa ed importante premessa vanno poi svolte due successive distinzioni. Tra le reazioni avverse al cibo distinguiamo infatti reazioni tossiche e non tossiche, passando poi al secondo step, quello che suddivide a sua volta le reazioni non tossiche in allergie e, appunto, le intolleranze alimentari. A questo punto va chiarito come si parli realmente e correttamente di intolleranza alimentare, o allergia a più ampio raggio, quando la reazione avversa al prodotto non è causata dal nostro sistema immunitario: in questo senso la classificazione di non tossiche precedentemente citata. Nota a margine per sottolineare come le allergie alimentari siano molto meno comuni di quanto si possa pensare, a differenza invece delle più diffuse intolleranze di cui molti soggetti possono dirsi affetti.

Come capire se si è intolleranti a qualche alimento

Una volta chiarita la giusta classificazione e definizione di intolleranze alimentari si può passare allo step successivo, ovvero quello necessario a far sì che una certa intolleranza venga resa nota ad un potenziale paziente affetto da essa. Per poter individuare una possibile intolleranza alimentare esistono diverse tipologie di esami e test specifici effettuabili. Dagli esami cutanei a quelli del respiro sino agli esami sierologici: rispettivamente denominati più comunemente prick test, breath test (utile a scovare eventuali intolleranze legate al lattosio) ed i classici esami del sangue.

Un’altra strategia utile al fine di scovare eventuali alimenti che possono provocare intolleranze nel proprio organismo è una strategia confermativa. Nello specifico, uno o più alimenti sospetti vengono esclusi dalla propria consueta dieta per un intervallo di circa 2 o 3 settimane e si registrano eventuali scomparse di reazioni avverse. Se una volta reintegrati gli alimenti indiziati, in seguito alla sparizione delle reazioni, contestualmente alla loro reintroduzione nel proprio piano alimentare queste dovessero riaffiorare si potrebbe dunque parlare con ogni probabilità di intolleranza alimentare dovuta allo specifico alimento in questione.

Test ipersensibilità alimentare

Per verificare di non soffrire in modo alcuno di ipersensibilità alimentare, rivolta nello specifico ad alcune pietanze, esistono diverse tipologie di test differenti che è possibile svolgere. Uno su tutti sta guadagnando via via fama e meriti per l’efficacia del proprio metodo, conosciuto con il nome di Test 108 Alimenti. Oltre ad aiutare a scoprire la presenza di eventuali intolleranze alimentari, il test 108 alimenti analizza un’ampia gamma di alimenti, spaziando tra le categorie più disparate. Dagli alimenti più comuni e presenti sulle nostre tavole a quelli meno usuali, lo scopo dell’analisi del test in questione è quello di misurare il numero di anticorpi totali prodotti dal nostro organismo in risposta ad uno o più alimenti dei 108 presi in considerazione.

Viene da sé che più alto sarà il numero e più alta sarà la probabilità di avere una qualche tipologia di intolleranza alimentare nei confronti di esso. In particolare, il test 108 alimenti volto alla scoperta di eventuali intolleranze alimentari è indicato per i soggetti in sovrappeso, che soffrono di tensione addominali, insonnia, emicrania e gonfiore agli arti. Il test che può svelare casi di eventuale ipersensibilità alimentare, tuttavia, è aperto a persone di ogni età, dai bambini agli anziani, non essendo in alcun modo invasivo e rilevando le proteine che in qualche modo rischiano di danneggiare l’organismo del soggetto in questione. Quanto alle modalità del test, va chiarito come sia particolarmente rapido, non impegnativo ed assolutamente indolore. Prevedendo infatti un solo e semplice prelievo di sangue, effettuabile ad ogni modo anche senza essere stati a digiuno per un sufficiente ammontare di ore prima dello svolgimento dell’operazione in questione.