Posturologia
Lordosi cervicale e lombare: come contrastarla?

Cos’è la lordosi? Come si combatte nella vita di tutti i giorni? Perché, spesso, tale dinamica si evolve addirittura in iperlordosi? Tutte le risposte a queste domande saranno affrontate nel seguente articolo, tra cause, sintomi e rimedi di uno dei casi medici più celebri al mondo.

 

Cos’è la lordosi?

 

Con lordosi si fa riferimento alla curvatura a concavità posteriore della colonna posteriore. Le cosiddette lordosi fisiologiche, in realtà, si dividono in due tipologie: cervicale e lombare. Quando si parla della lordosi cervicale, le due sezioni coinvolte sono la cervicale alta e la cervicale bassa. L’allineamento del capo con la colonna, di conseguenza, è necessario, visto che muscoli e articolazioni potrebbero stressarsi eccessivamente, nel caso tale postura non venga rispettata.

 

Perché viene la lordosi?

 

Le cause della lordosi possono suddividersi in due scenari, dove da una parte abbiamo una condizione permanente, figlia di una deformazione della curva fisiologica e situata all’altezza della rachide, dall’altra è la volontà del soggetto a modificare la propria postura, curvando eccessivamente la schiena e mantenendo i glutei all’indietro. Di seguito, vediamo le maggiori cause di una possibile lordosi:

 

  • Alterazioni congenite del bacino, motivo per cui il nascituro possiede già un difetto posturale. I due esempi più classici sono l’osteogenesi imperfetta, la quale presenta una malattia genetica con fragilità ossea e diverse deformazioni, e l’acondroplasia, dove il tessuto osseo scheletrico si sviluppa in maniera difettosa e la crescita dei segmenti osseo risulta anomala.
  • Processi patologici a carico della colonna vertebrale. Tra questi troviamo le fratture ossee vertebrali, rachitismo, osteoporosi, artrosi o ernie del disco.
  • Difetti di postura prolungati
  • Difetti a carico degli arti inferiori
  • Obesità patologica
  • Ultimo trimestre di gravidanza

 

Da lordosi a Iperlordosi

 

Nel caso la lordosi dovesse accentuarsi ulteriormente, sia cervicale che lombare, parleremmo di iperlordosi. Anche in questo caso, le cause possono essere le più varie, a partire da quelle legate allo stile di vita: nel caso la propria quotidianità sia vincolata a dinamiche sedentarie, come quelle legate al mondo lavorativo o sociale, è evidente che la colonna verrà sottoposta a posizioni statiche e rischiose per la mobilità del corpo.

 

L’iperlordosi cervicale è tipica di chi svolge lavori da smart working, visto la costante posizione davanti al pc. Tra le caratteristiche di questa situazione troviamo cervicale bassa rigida in estensione, con conseguente stress per i dischi intervertebrali; cervicale alta rigida in flessione; debolezza dei muscoli flessori profondi del collo; stress a carico dei muscoli sternocleidomastoideo ed elevatore della scapola; alterata biomeccanica dei movimenti del collo; cifosi toracica rigida in estensione.

 

L’iperlordosi lombare, invece, si verifica poco prima dell’inizio del gluteo, nella zona della bassa schiena dove risiedono le vertebre lombari. In questa situazione è tipico trovare patologie come:

  • rigidità del movimento di flessione lombare;
  • difficoltà a eseguire il movimento di retroversione del bacino;
  • incapacità di muovere in assetto neutro la regione lombare;
  • rigidità del movimento di estensione dell’anca;
  • scarsa flessibilità dei muscoli flessori dell’anca;
  • ridotto trofismo della muscolatura addominale;
  • aumentata rigidità dei muscoli ischiocrurali;
  • aumentato stress a carico dei processi spinosi delle vertebre lombari.

 

Come si guarisce? Il metodo di Marco Carlon

 

In campo posturologico c’è una novità importante, una terapia mirata che agisce in globalità (grazie ad un approccio integrato sulle catene muscolo-fasciali) e dunque su tutto il corpo, così che i benefici si estenderanno all’intera struttura. Senza sforzi impegnativi e con soli 5 minuti al giorno si ottengono notevoli vantaggi, quali: miglioramento dell’elasticità e mobilità della colonna e di tutte le articolazioni; si riducono i dolori fino a scomparire e dunque maggiore libertà ed autonomia nel vivere quotidiano. Scoprirete che non ci sono limiti di età per poter modificare l’assetto della colonna! Per ulteriori informazioni, visitare http://posturologo-online.it

Estetica
Gli antiossidanti e i radicali liberi

Negli ultimi anni si parla tantissimo di antiossidanti in ambito di nutrizione. In primis è necessario fare il punto della situazione sulla proprietà antiossidante, comprendendo dunque in cosa consiste. Con proprietà antiossidante ci si riferisce alla capacità di ritardare o inibire in modo significativo l’ossidazione da parte di alcune sostanze, chiamate per l’appunto antiossidanti. In particolare, lo stress ossidativo è particolare poiché si tratta di uno stress chimico indotto dall’eccessiva presenza all’interno di un organismo di specie chimiche reattive, ossia di radicali liberi, dovuta anche ad una ridotta efficienza dei sistemi fisiologici di difesa antiossidanti.

 

Gli antiossidanti sono quindi quelle sostanze in grado di contrastare fino alla neutralizzazione la formazione di questi radicali che si formano proprio in seguito a reazioni di ossidazione. Un esempio è appunto il cibo che si converte in energia per il nostro organismo proprio per mezzo di reazioni di ossidazione.

 

Gli antiossidanti negli alimenti

L’importanza di una dieta sana e varia è nota pressoché a tutti. Tra i vari motivi che consigliano questa scelta quando ci si trova a tavola c’è anche quello che riguarda l’ossidazione: una dieta equilibrata favorisce infatti l’introduzione di tutte le sostanze antiossidanti necessarie per il nostro organismo, molte delle quali si trovano nella frutta e nella verdura. La vitamina C è probabilmente quella più nota per questa particolare proprietà, ma bisogna fare attenzione ad un aspetto: la cottura dei cibi riduce sensibilmente l’effetto di quest’ultima. La vitamina E risulta essere invece ben più resistente, mantenendo pressoché invariate le proprietà antiossidanti nel tempo e al variare della temperatura che la circonda.

 

Esistono poi antiossidanti che si attivano proprio per mezzo della cottura, come il licopene presente nel pomodoro. Per combattere la produzione di radicali liberi è consigliato seguire queste dritte: limitare il consumo di carni cotte alla griglia, scegliere un’adeguata modalità di cottura, limitare l’apporto calorico complessivo, ridurre il sale e i salumi e limitare i consumi di grassi. Ci sono poi alimenti che aumentano la quantità di radicali liberi come i grassi animali, il ferro, cibi ricchi di lipidi, acidi grassi polinsaturi (contenuti nel pesce, negli oli vegetali e nella frutta secca) e quindi è sconsigliabile esagerare con il pesce grasso e con l’olio non d’oliva.

 

A cosa serve il glutatione liposomiale?

Il glutatione liposomiale è un potente antiossidante. Le sue funzioni principali sono appunto quelle che riguardano la lotta ai radicali liberi, permettendo quindi un’ossidazione controllata all’interno del nostro organismo. Le componenti grasse che preservano la struttura delle capsule e ne facilitano l’assimilabilità sono i fosfolipidi, che riservano dunque una quantità minima di spazio al glutatione liposomiale. Chi comunque fa o volesse fare uso di queste capsule troverà di certo dei vantaggi per quanto riguarda gli antiossidanti. È comunque un prodotto che si sconsiglia di assumere nel lungo periodo poiché potrebbe provocare dei problemi nel corso della digestione all’interno del nostro intestino.

 

MitoQore come antiossidante

Esistono poi antiossidanti artificiali di ultima generazione come il MitoQore, utile per l’energia cellulare e per la rigenerazione di nuovi mitocondri. Questa formula contrasta i danni prodotti dal diabete come antiossidante e antiglicante, protegge il DNA e contrasta anche l’invecchiamento originato dall’infiammazione. Esistono una moltitudine di integratori in commercio contenenti l’enzima CoQ10 e l’enzima PQQ che permettono di lavorare in maniera specifica sullo squilibrio energetico mitocondriale, ma solitamente questi prodotti non vengono ben assimilati dal nostro corpo, producendo talvolta anche dei problemi. Inoltre, MitoQore è utile anche per chi soffre di problemi cardiaci poiché il lavoro del cuore si sposta nei mitocondri della cellula cardiaca in forma di ATP.

Estetica
Cos’è il Collagene? Perché è così importante?

Il Collagene è una sostanza proteica del corpo umano ed è quella più presente, in quanto arriva a rappresentare fino al 35% delle proteine del nostro copro, oltre a costituire circa il 90% della nostra pelle. La sua presenza è fondamentale in quanto ha la funzione di collegare, sostenere e nutrire i tessuti e gli organi ed ha la capacità di rinnovarsi continuamente; allo stesso tempo contribuisce insieme ad un’altra proteina, l’elastina, alla salute ed all’elasticità di tendini e pelle. Infine, aiuta la guarigione e la riparazione di danni alle ossa e alla cartilagine ed il mantenimento della forza e dell’elasticità. Per comprendere pienamente l’importanza del Collagene si può pensare semplicemente, per esempio, ad azioni che ripetiamo di continuo ogni giorno come sorridere o aggrottare la fronte. In quel momento le fibre di Collagene vengono sottoposte ad uno stress attraverso una piega temporanea della pelle e, grazie all’azione dell’elastina, tutto torna alla normalità in pochissimo tempo.

Cos’è il Collagene?

Il Collagene è una proteina strutturale molto preziosa per il corpo umano, oltre ad essere quella maggiormente presente, che forma una vera e propria impalcatura di sostegno per numerosi organi e tessuti: conferisce resistenza e, insieme all’elastina, contribuisce all’elasticità. È costituito da tre catene proteiche che si legano tra di loro per formare una tripla elica: si compone di tre tipi di aminoacidi, la glicina, la prolina e l’idrossiprolina, che durante il corso della vita sono in grado di rinnovarsi sempre, ma con tempi differenti. Sono state individuate 28 tipologie diverse di Collagene, che variano a seconda della sequenza di aminoacidi che lo compongono e che hanno funzioni diverse. Questa proteina è tra le più importanti, in quanto senza di essa le nostre cellule collasserebbero su sé stesse ed il nostro scheletro, insieme ai nostri vasi sanguigni, si disintegrerebbero.

I Benefici del Collagene

La presenza di Collagene all’interno del corpo umano è fondamentale per sostenere e nutrire tessuti ed organi, partendo dalla pelle, in quanto la mantiene elastica e riduce le rughe. È importante anche per alleviare il dolore articolare, diminuendo ad esempio i sintomi dell’osteoartrite, e per aumentare la densità ossea. Migliorando la struttura della pelle, il Collagene contribuisce anche alla lotta contro la cellulite, che si forma a causa della presenza di grasso sotto la pelle che preme contro il tessuto connettivo: questa proteina aiuta a bruciare i grassi e a costruire i muscoli. Inoltre, sembra che il Collagene possa aiutare a ricostruire i tessuti del tratto digestivo. Infine, anche i capelli possono beneficiare dell’effetto del Collagene, in quanto aiuta a riparare la fibra di capelli sfibrati e deboli, contribuendo all’idratazione e ispessendo il rivestimento esterno: in questo modo i capelli sono protetti e riparati e rimangono in perfette condizioni.

Dove si trova il Collagene?

Il Collagene è la proteina più abbondante del corpo umano ed è presente, in generale, in tutti i tessuti connettivi. Si trova principalmente nella pelle, ma anche nei tessuti cartilaginei, nelle ossa, nei denti, nei capelli e nei muscoli. Tra le funzioni principali c’è quella della nutrizione di organi e tessuti e del mantenimento dell’elasticità.

Siero all’acido ialuronico di Ipanacea, il trattamento Biolifting

Con il passare del tempo, in particolare a partire dai 25/30 anni di età, la quantità di Collagene, ma anche di elastina, si riduce, rendendo di conseguenza la nostra pelle meno elastica. Per rallentare questo processo è importante evitare di fumare e di eccedere con alcolici, ridurre lo stress e avere una giusta alimentazione, senza esagerare con gli zuccheri ed i fritti. Esistono, però, anche dei prodotti che stimolano la produzione di Collagene ed aiutano a mantenere una pelle in perfette condizioni. Ipanacea mette a disposizione il Siero Acido Ialuronico, acquistabile sul sito https://ibenesseresalute.it/product/siero-acido-ialuronico/. Il trattamento di Biolifting tramite questo prodotto genera tre benefici: assicura la giusta idratazione della pelle, la rimpolpa e mantiene la sua elasticità in modo naturale.

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Estetica
Acido Ialuronico: Cos’è e a cosa serve

Nel seguente articolo si affronterà un elemento spesso al centro di discussioni riguardanti il campo medico ed estetico: l’acido ialuronico. Parliamo di una molecola fortemente presente nelle articolazioni e negli occhi, naturalmente contenuta all’interno del nostro organismo.

 

Il processo di creazione della molecola stessa può variare: la scoperta originale riporta all’umor vitreo dell’occhio, dove l’acido ialuronico venne ritrovato ed utilizzato subito negli anni ‘70. Nel corso del tempo si sono scoperti altre metodologie di produzione, come l’estrazione del mucopolisaccaride da diversi animali, soprattutto dalla cresta dei galli.

 

Ad oggi, esistono diverse tipologie di acido ialuronico, come quelle provenienti da alcuni batteri e definite “aviarie”.

 

La struttura chimica porta a classificare l’acido ialuronico come glicosaminoglicano. Lunghe sequenze di due zuccheri semplici (l’acido glicuronico e la N-acetilglucosamina) possiedono una carica negativa, così che l’unione di entrambe generi un effetto repulsivo: il risultato sarà una molecola flessibile, lineare e decisamente polare. Il vantaggio di questa molecola si rivela al contatto con l’acqua, visto che la solubilità di acido glicuronico e N-acetilglucosamina consentono ai tessuti di idratarsi e, contemporaneamente, non subire un’eccessiva sollecitazione.

 

A cosa serve l’acido ialuronico?

 

L’acido ialuronico è protagonista dell’idratazione del tessuto connettivo, oltre che alla turgidità, viscosità e plasticità dello stesso. In poche parole, la capacità di non disperdere acqua conferita dalla molecola permette alla cute di essere costantemente idratata, oltre a proteggere l’organismo da batteri e infiammazioni. Non è un caso che sia la medicina che l’estetica facciano largo uso dell’acido ialuronico, con pelle e articolazioni soggette a diversi trattamenti.

 

Che effetto fa l’acido ialuronico sul viso?

 

Come va a inserirsi l’acido ialuronico nel trattamento del viso? Poiché tale molecola risiede nel derma, le sue proprietà donano elasticità e morbidezza alla pelle, donando un aspetto più tonico e luminoso. Più si avanza con l’età, ovviamente, e più la quantità di acido ialuronico diminuisce, portando al celebre invecchiamento cutaneo.

 

Una simile dinamica, di conseguenza, colpisce le persone appartenenti alle fasce d’età più alte o, comunque, singoli individui che necessitano di trattamenti particolari, anche se diversi ragazzi e ragazze stimolano l’acido ialuronico già prima dei trent’anni.

 

In questo modo, la pelle viene già allenata al progressivo invecchiamento biologico, rendendola forte e pronta a resistere agli inesorabili segni del tempo. In campo estetico, neanche a dirlo, le iniezioni di questa molecola sono all’ordine del giorno, visto la costante richiesta da parte del mercato mondiale.

 

L’acido ialuronico nel massaggio riflessologico facciale

 

Esiste un trattamento particolare per stimolare la produzione di acido ialuronico? Ovviamente si. Tra le varie metodologie di stimolazione, una molto interessante è il massaggio riflessologico facciale. Tale procedura consiste nel massaggiare determinati punti del viso, portando le pelli più impure e asfittiche a disintossicarsi. Si tratta di una procedura estremamente delicata, motivo per cui è assolutamente consigliato affidarsi a degli esperti del settore.

 

 

 

 

 

Siero dell’acido ialuronico: la soluzione di Ipanacea

 

Quali sono le possibili soluzioni alla mancanza di acido ialuronico per il nostro organismo? Nei decenni passati sono state portate avanti numerose ricerche, ma solo alcune hanno fornito le risposte che gli scienziati cercavano. A tal proposito, Ipanacea offre il proprio Siero Acido Ialuronico: parliamo di un trattamento intensivo anti-età, senza profumi o conservanti, oltre all’assenza di proteine di origine animale. Tra le principali proprietà dell’acido ialuronico nella sua applicazione in campo cosmetico, si possono elencare:

  • assicurare un corretto livello di idratazione della pelle
  • migliorare l’elasticità della pelle
  • favorire una pelle dall’aspetto rimpolpato.

I suoi principali benefici sono i seguenti: aiuta ad attenuare le rughe, mantiene la giusta idratazione della pelle, la rimpolpa e sostiene la sua elasticità in modo naturale. Per ulteriori informazioni https://ibenesseresalute.it/product/siero-acido-ialuronico/

Estetica
Cos’è il Filler e a cosa serve?

Spesso capita di sentire in televisione alcuni termini medici di cui non sempre si è al corrente, come ad esempio il Filler. Cos’è il Filler? In medicina, soprattuto in quella estetica, si intendono dei piccoli ritocchi tramite delle sostanze, che vengono iniettate a livello sottocutaneo per correggere imperfezioni della pelle. In poche parole, tramite questo metodo possono essere riempite alcune zone della pelle che col tempo sono rimaste vuote, andando così a nascondere rughe o altri segni dell’invecchiamento, oppure che lo sono diventate a seguito di incidenti, come nel caso di cicatrici o altri segni. Solitamente viene utilizzato in zone del viso che possono essere quelle attorno agli occhi, le cosiddette zampe di gallina, le labbra, quelle attorno al naso o gli zigomi. L’operazione vera e propria viene eseguita solitamente tramite l’utilizzo di una siringa, che va ad iniettare nella zona desiderata il liquido riempitivo.

 

Quali tipi di Filler esistono?

Non esiste un solo tipo di Filler, questo anche per via dell’altissimo numero di richieste che ci sono stati negli ultimi anni in quest’ambito. Il più utilizzato è conosciuto è il filler all’acido ialuronico, tramite il quale si può andare ad idratare gli strati di pelle in profondità, eliminando le rughe ed andando anche a lasciare un effetto cosiddetto “soft-lifting” in maniera del tutto naturale. Troviamo poi i filler al collagene, anch’esso del tutto naturale, che viene molto adoperato nei ritocchini alle labbra e nel trattamento di cicatrici rimaste sulla pelle al seguito di incidenti o per colpa di malattie come l’acne. Questi due tipi di filler sono detti riassorbibili, in quanto sono naturali e come tali l’organismo col tempo riesce a smaltirli, ma esistono anche filler sintetici. Questi filler sintetici si dividono in semipermanenti e permanenti; vengono utilizzati per modellare gli zigomi, ad esempio, e consistono in vere e proprie protesi che vengono inserite a livello sottocutaneo.

 

Che vantaggi porta il Filler?

Il vantaggio principale del Filler è che il riempimento dei vuoti tramite questo trattamento, particolarmente rapido e sicuro, come del resto dimostra l’ampio utilizzo, è anche particolarmente prevedibile. Questo significa che gli effetti si possono già prevedere anticipatamente al trattamento vero e proprio e diventano visibili immediatamente dopo. Il risultato sul volto di chi utilizza questa tecnologia è del tutto naturale, a differenza della chirurgia estetica che mostra molto più la propria presenza rispetto al filler. Inoltre, da non sottovalutare è anche il fatto che non vi sono tempi in cui bisogna aspettare e bloccare le proprie attività; con il filler, infatti, si può subito riprendere la propria routine quotidiana. Certo, possono esserci anche qui alcuni effetti collaterali indesiderati, ecco perché bisogna sempre farsi seguire dal proprio medico, sia prima che dopo al trattamento.

 

Il Filler abbinato all’Enerpulse

Con Enerpulse si intende una nuova tecnologia per quanto riguarda il trattamento delle pelli ma non solo, che consiste in un macchinario di ultima generazione che produce impulsi elettro-magnetici (PEMF) molto brevi, ma ad alta intensità, capaci di riportare in corretta funzione tutti i tessuti biologici, anche quelli che si trovano a 20 centimetri di profondità, infatti l’effetto sulle cellule è duplice: bio-elettrico e bio-chimico. Tutto questo permette di abbinare ai Filler, che già abbiamo visto, un meccanismo capace di generare un’energia tale da riattivare naturalmente le cellule. L’efficacia di Enerpulse è stata studiata e confermata negli ultimi anni, tanto che il suo utilizzo viene anche consigliato per guarire alcune tipologie di traumi, ad esempio quelli infiammatori di atleti professionisti. Se per il Filler, come abbiamo detto, si tratta di un’operazione veloce, anche con Enerpulse non si perde certamente tempo, infatti viene eseguito tramite poche sedute di breve durata, solitamente 5 sedute da 10-20 minuti l’una, il che risulta un bel vantaggio in una società molto impegnata come la nostra.

Alimentazione Benessere
Rhodiola Rosea: cos’è e a cosa serve?

La Rhodiola Rosea è una pianta più comunemente nota come Golden root, o radice d’oro in italiano, facente parte della più ampia famiglia delle Rosaceae. Questa cresce nel Nord America (nelle zone di Alaska, catene montuose negli Stati Uniti e Canada), Nord Europa e in Asia, solitamente in Mongolia ed in Siberia, in zone montuose e ad altitudini piuttosto elevate. La pianta della Rhodiola Rosea è riconoscibile per via di una base legnosa che va ramificandosi in diverse foglie che lasciano capire la propria provenienza.

Infatti, quelle a forma prevalentemente allungate provengono da zone meridionali mentre, in via più generale, sono presenti foglie dentate con fiori di colori che variano da tonalità vicine al giallo ed il verde sino al rosso o rosa. Quanto ai frutti, questi sono di dimensioni piuttosto contenute non avvicinandosi nemmeno al centimetro di grandezza e sono soliti essere di un colore scuro, vicino al marrone.

Le Proprietà

Le varie potenti e funzionali proprietà della Rhodiola Rosea sono riconducibili ai principi attivi in essa contenuti. Nella pianta sono infatti presenti polifenoli, flavonoidi, acidi organici, tannini e glucosidi (tra i quali il più rilevante risulta essere il salidrosalide, composto più attivo). Assumere queste sostanze accelera e favorisce la produzione di dopamina, serotonina ed adrenalina da parte del proprio organismo, potenziando peraltro anche diverse doti intellettive, funzioni legate al metabolismo e svolgendo importanti funzioni con effetti antidepressivi.

Per meglio inquadrare la Rhodiola Rosea la si può accostare a piante come il Ginseng, in quanto è utile a stimolare il fisico in situazioni di stress, sia questo di genere fisico o mentale, risultando piuttosto importante per adattare l’organismo a diverse situazioni e favorire così una migliore e più accurata gestione delle energie a disposizione. Così facendo si sprigionano le proprietà atte a stimolare le difese immunitarie, fornendo importanti apporti energetici al copro e combattendo così la stanchezza di esso.

Generalmente si può dunque dire che la Rhodiola Rosea annoveri tra le sue proprietà quelle di antistress, antidepressivo ed ansiolitico, oltre a contrastare stanchezza ed insonnia e potenziare le funzioni cognitive dell’organismo.

Gli usi della Rhodiola Rosea

Gli utilizzi della Rhodiola Rosea sono spesso riconducibili in ambiti vicini alla fitoterapia in quanto droga adattogena, per via delle già citate funzioni riconducibili a quelle del ginseng e dell’eleuterococco. In base ai principi attivi presenti nei vari estratti di Rhodiola si può ricavare la più corretta dose giornaliera da assumere. Riguardo questo tema sono stati svolti diversi studi approfonditi, i quali hanno individuato in dosi tra i 100 ed i 170 milligrammi giornalieri la dose più consona.

È stato spiegato come basandosi sulla struttura esterna della pianta sia possibile risalire alla sua provenienza, analizzando dunque forma e colori di foglie e frutti. Per le piante provenienti dal Nord dell’Asia, ad esempio, si è notato come viga particolare concentrazione di rosavina e rosina, mentre invece in piante derivanti da zone più vicine all’India la concentrazione di alcol feniletilico sia più alta. Ciò lascia intendere come il consumo debba essere soppesato anche in base alla provenienza delle piante stesse.

Oltre ai concentrati ed agli estratti di Rhodiola, questa può essere assunta anche come alimento. Solitamente infatti foglie e frutti sono consumabili cotti, o crudi, abbinandoli come si è soliti fare con gli spinaci, salvo in alcuni casi essere utilizzabili anche in piatti come insalate miste.

L’ambito tricologico ed il recupero funzionale

Tra le varie funzioni ed utilizzi possibili riguardanti la Rhodiola Rosea troviamo anche quelli riguardanti tricologia ed il recupero funzionale. Nel primo caso, trattando di un ambito legato a cute e capelli, una accurata assunzione di Rhodiola può portare benefici per quanto concerne la crescita naturale del capello e contrastarne la caduta. La pianta va infatti ad agire su fino a sedici diversi bersagli biologici coinvolti direttamente nel ciclo di vita del capello, aiutando così a combattere diverse problematiche legate ad esso.

Per quanto riguarda il recupero funzionale invece, la Rhodiola viene spesso utilizzata anche in ambito sportivo. Questa contribuisce infatti alla produzione di ATP (adenosina trifosfato) all’interno dei mitocondri. Considerando che una maggior concentrazione di ATP nell’organismo conferisce maggiore energia allo stesso, si può dire che la Rhodiola sia utile per aumentare l’energia a nostra disposizione, favorendo così il recupero dopo intense attività di esercizio fisico. In ambito sportivo infatti, alcuni studi suggeriscono come l’utilizzo della Rhodiola favorisca il recupero dopo sessioni di sport, essendo infatti utilizzata da vari atleti in diverse categorie sportive, tra le quali il bodybuilding.

Alimentazione Benessere
Piante medicinali ed erboristeria

Le piante medicinali, o piante officinali, sono erbe che tra le loro caratteristiche presentano dei principi attivi in grado di curare o migliorare la situazione di salute della persona. Secondo alcuni studi, queste erbe non possono sostituirsi totalmente ai trattamenti medici tradizionali, ma se integrate anche con un’alimentazione sana e delle abitudini consone, possono aiutare il nostro corpo a funzionare al meglio. Esistono due modi per utilizzare le piante medicinali: il metodo tradizionale e la fitoterapia. Attraverso il metodo tradizionale, l’uomo non riesce ad estrarre direttamente il principio attivo della pianta, ma la utilizza in maniera grossolana cercando di trarne più benefici possibili. Con la fitoterapia invece, l’uomo è in grado attraverso la scienza e dei trattamenti di estrarre il cuore della pianta, che contiene il principio attivo, e sfruttarlo al 100% per l’uso terapeutico.

 

Erboristeria e gestione dello stress

 

Tra le tante patologie di cui l’uomo soffre ormai da anni, lo stress è considerato da molti il “male del secolo”. Un malessere che spesso e volentieri è difficile da decifrare e da diagnosticare, e che causa problemi a ognuno di noi giornalmente. Nel corso della storia dell’uomo, anche se non si conosceva a fondo lo stress, si è sempre usata l’arte dell’erboristeria per avere effetti benefici in relazione a questa patologia. L’utilizzo delle piante medicinali, anziché della medicina tradizionale, è importante in questo caso perché evita l’assunzione di medicine che spesso possono dare dipendenza e assuefazione. Tra le piante più usate per la gestione dello stress in maniera naturale, le più conosciute sono senza dubbio la Passiflora e la Valeriana, entrambe erbe che rientrano nella famiglia dei “calmanti” naturali e che spesso vengono utilizzati anche in giovane età da studenti o lavoratori stressati. Anche la Rodiola, la Griffonia e l’Avena agiscono come tranquillanti naturali e danno modo a chi ne fa utilizzo di gestire la propria situazione di stress senza abusare di medicinali che possono a volte aumentare i problemi invece che diminuirli. In questo modo, attraverso anche l’integrazione di un’alimentazione adatta al nostro corpo, possiamo combattere facilmente questo disagio.

 

L’importanza dell’assunzione di magnesio e taurina

 

Esistono degli agenti nel nostro organismo, senza i quali il nostro corpo non riuscirebbe a combattere le situazioni di stress in maniera efficace. Si parla in particolare di Magnesio e Taurina, che unite insieme riescono a contrastare le reazioni eccessive dell’organismo esposto a lungo a situazioni di stress. Il Magnesio gioca un ruolo fondamentale nell’uomo, poiché aiuta a diminuire la sensazione di stanchezza e aumenta la produzione di energia nelle situazioni in cui lo stress ha avuto la meglio. Scientificamente parlando, quando il nostro corpo è sottoposto ad agitazione, viene rilasciata l’adrenalina, un enzima che nell’immediato dà la sensazione di renderci invincibili, ma che a lungo andare contribuisce all’eliminazione del Magnesio dal nostro organismo. Tra i paesi più industrializzati è molto diffusa la mancanza di Magnesio, a causa di un’alimentazione sbagliata che si è venuta a creare nel corso degli anni, per questo è importante assumerlo in maniera naturale, per riequilibrare tutto il funzionamento del nostro organismo.

 

Un altro elemento fondamentale per il nostro corpo è la Taurina. Un enzima capace di aumentare le prestazioni fisiche e mentali quando ci si trova sotto pressione e sotto stress in qualsiasi situazione. Infatti, tantissimi atleti professionisti utilizzano integratori o bevande che contengono Taurina proprio per migliorare anche nell’immediato, quando devono svolgere attività fisica. Inoltre, risulta molto importante assumerla, per via delle sue proprietà antiossidanti, che proteggono le cellule dai danni procurati proprio dallo stress ossidativo. L’importante, come per ogni cosa, è ricordare che è sconsigliato assumere la Taurina in quantità eccessive, soprattutto in gravidanza o in fase di allattamento, per non incorrere in problemi nel nostro organismo.

 

Seremind di Ipanacea

 

Un aiuto concreto per l’assunzione di queste due sostanze in modo sicuro, ci arriva direttamente da Ipanacea, una società che propone beni e servizi per il benessere e la salute fisica e mentale della persona. Troviamo infatti “Seremind”, un integratore alimentare a base di Magnesio e Taurina, che consente al nostro organismo di assumerle in quantità e dosi adeguate al nostro organismo. Per ulteriori informazioni su questo prodotto, visita il seguente link: https://ibenesseresalute.it/product/seremind-2/

Alimentazione Benessere
Cosa sono le piante officinali?

Le piante officinali, chiamate anche erbe medicinali o erbe mediche, sono delle piante che presentano delle proprietà specifiche o dei principi attivi in grado di donare benefici in termini di salute a chi ne fa utilizzo.

 

Nello specifico, le piante officinali sono quelle piante che possono essere lavorate in “officina” e quindi raffinate per aumentare l’effetto dei principi attivi. Le sostanze attive in questo tipo di erbe possono trovarsi in diverse parti, dalla corteccia, alle foglie, fino alle gemme e i fiori, e possono essere utilizzate per impacchi, infusi o anche creme naturali da applicare direttamente sul corpo.

 

Quali sono le piante officinali più richieste?

 

Nel mercato odierno, sono diversi gli usi che le persone fanno delle piante officinali, motivo per cui la loro richiesta è esponenzialmente aumentata negli ultimi anni. Tra le erbe medicinali più richieste, troviamo senza dubbio l’anice, il cumino e il finocchio, utilizzate spesso insieme in infusi o tisane specialmente dalle donne in fase di allattamento.

 

I fiori di tiglio e il sambuco sono invece utilizzati per prevenire raffreddori o malanni stagionali, mentre l’arnica è molto comune tra chi vuole curare infiammazioni di vario genere, oltre ai grandi classici camomilla e valeriana, calmanti naturali per le persone più stressate.

 

Il mercato delle piante officinali negli ultimi anni ha subito un aumento incredibile, tanto che per alcuni produttori coltivatori è diventato un vero business.

 

Quali sono le piante officinali che aiutano l’apparato digerente?

 

Per evitare l’utilizzo di medicinali per lo stomaco o l’intestino, che spesso e volentieri possono solo aggravare una situazione già compromessa dell’apparato digerente, molte persone ricorrono all’utilizzo delle piante officinali per risolvere questi problemi in maniera del tutto naturale.

 

Questa tipologia di erbe, è detta “carminativa”, e ha la funzione appunto di combattere il gonfiore, la sensazione di peso e anche i bruciori di stomaco, magari in seguito ad un pranzo troppo pesante o a un’alimentazione sbagliata. Tra le varie opzioni più utilizzate troviamo l’anice, il cumino, il finocchio, il coriandolo, l’aneto, la menta e la salvia.

 

Queste piante in particolare riescono ad ostacolare l’azione putrefattiva dell’intestino grazie ai loro oli essenziali e principi attivi. Non è un caso, infatti, che anche molti liquori, spesso assunti dopo i pasti abbondanti, presentino tra i loro ingredienti alcune di queste erbe, come ad esempio la Genziana o anche il Mirto, tra i più diffusi sulle tavole degli italiani.

 

L’abitudine di assumere tisane o digestivi naturali giornalmente può aiutare a riequilibrare l’assetto del nostro apparato digerente, e agevolare i processi di digestione.

 

Le proprietà delle piante officinali che aiutano l’intestino

 

I problemi più comuni che il nostro intestino può subire nel corso della nostra vita sono da ricercare soprattutto nelle abitudini sbagliate nella vita di tutti i giorni. Su tutti, la stitichezza e la diarrea sono le più comuni, e risolvere questi problemi in maniera naturale appare comunque la soluzione migliore. Infatti esistono molte piante officinali in grado di prevenire o curare questi disturbi, grazie ai propri oli essenziali e principi attivi.

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DIETA SENZA CARBOIDRATI: FUNZIONA?

Quando si parla di alimentazione, è inevitabile ripercorrere tutti i progressi che l’umanità ha fatto in merito: nozioni, curiosità, miti sfatati e precisazioni sono all’ordine del giorno, soprattutto nelle celebri diete. Quest’ultime, non a caso, si sono evolute nel corso del tempo, offrendo migliaia di alternative a chi avesse bisogno di alimenti particolari, causa allergie, intolleranze o, più semplicemente, gusti personali. A tal proposito, infatti, non è detto che i celebri tre macronutrienti, ovvero grassi, proteine e carboidrati, siano costantemente inclusi nel percorso alimentare di una persona, anzi, diverse filosofie di pensiero tendono ad escludere un macronutriente in particolare, ovvero i carboidrati. Scopriamo come nasce e perché questa dieta alimentare si è diffusa così tanto nel mondo dei nutrizionisti.

 

Cosa si può mangiare nella dieta senza carboidrati?

 

I carboidrati sono associabili ad alimenti come pasta, pane, riso e simili, di conseguenza un’alimentazione priva di questo macronutriente offrirà soluzioni incentrate su proteine e grassi. Tra le prime troviamo carne, pesca, uova, legumi, latte e derivati, mentre per i grassi ci si può rifare ad alimenti come olio, mandorle, noci secche o avocado. È evidente che l’assenza totale di carboidrati non sia un segnale ottimale per il nostro corpo, anzi, gli effetti collaterali sono numerosi è assai nocivi, come vedremo nel prossimo paragrafo.

 

Come risponde il corpo all’assenza di carboidrati?

 

Poiché i carboidrati sono associati ad alimenti come pasta, riso, pane e simili, una dieta senza tale macronutriente appare come la soluzione più facile per una perdita di peso. Eppure, l’assenza totale di carboidrati non è affatto un bel messaggio per il nostro organismo. Privarsi totalmente di questi macros induce ad un forte stress, causato dall’assenza di zuccheri, e provoca un progressivo abbassamento delle proprie forze immunitarie. Inoltre, ad onor del vero, la perdita di peso collegata all’assenza di carboidrati non riguarda il tanto odiato “grasso”, bensì la massa muscolare attiva, fornendo un risultato contrario a quello voluto. Oltre ciò, i carboidrati sono fondamentali nella produzione di un elemento cruciale per il proprio umore: la serotonina. Tale elemento è un neurotrasmettitore dona un effetto antidepressivo e regolatore, concentrato nel nostro sistema nervoso centrale e che parte dall’aminoacido essenziale triptofano. Oltre all’umore, la serotonina è perfetta anche per controllare la fame e il proprio comportamento alimentare.

 

Quali sono i vantaggi di una dieta senza carboidrati?

 

Appurato che l’assenza totale di carboidrati è una pratica decisamente delicata da affrontare, andiamo a vedere anche i benefici derivanti da una riduzione di questi macronutrienti:

 

Miglioramento della salute del cuore: uno studio della National Library of Medicine, condotto su 29 uomini in sovrappeso, ha rilevato che la riduzione dell’assunzione di carboidrati al 10% del totale delle calorie giornaliere per 12 settimane ha diminuito i livelli di trigliceridi del 39%, rispetto ai livelli di base.

 

Perdita di peso: come già citato prima, la riduzione dei carboidrati nella propria dieta facilità la perdita di peso, in quanto diversi alimenti sono spesso mangiati oltre il dovuto fabbisogno calorico (pasta, riso, pane, ecc)

 

– Altri vantaggi: pressione sanguigna più bassa; miglioramenti dei fattori di rischio per le malattie cardiache; meno acne, riduzione del rischio di sviluppare la sindrome metabolica.

 

Cibi sani con il CrossFood

 

Il mondo è pieno di persone con intolleranze alimentari: non è raro sentire di individui vittime della propria digestione, magari lenta e assai difficile, o del gonfiore intestinale. Tutto ciò, ovviamente, dipende da determinati alimenti, i quali possono risultare poco assimilabili dal nostro intestino, motivo per cui entrano in gioco i prodotti Cross Food. Tali prodotti offrono un’alimentazione priva di glutine, lattosio o di qualsiasi caratteristica legata a patologie con un’alterata permeabilità intestinale. Un esempio classico sono le tisane o i mieli, grazie ai quali l’organismo riceve benefici curativi, come gli effetti depurativi, antidolorifici o riequilibranti del colesterolo.

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Fabbisogno calorico: quante calorie bisogna assumere?

Per mantenere in salute il proprio organismo è necessario calcolare il proprio fabbisogno calorico. Con questo termine si intende il numero di calorie che il nostro corpo necessita in base alle caratteristiche (come peso, altezza ed età) e in base anche alle attività che si svolgono nella propria vita di tutti i giorni come studio, lavoro, sport o altri hobby. Si tratta di un tema molto importante perché se non si riesce ad assimilare il numero di calorie richiesto dal proprio organismo si rischia di dimagrire eccessivamente o, nel caso in cui si sforasse in modo eccessivo il proprio fabbisogno quotidiano, si potrebbe prendere peso con la generazione di tanta massa grassa.

 

Come calcolare il proprio fabbisogno calorico

Per capire bene a quanto ammonta il proprio fabbisogno calorico esistono diversi metodi, alcuni dei quali si trovano anche online dove basta inserire i propri dati per estrapolare il numero finale. Di certo, molti di questi non tengono esattamente conto di quella che sia la nostra vita nei minimi particolari, perché spesso basta poco per stravolgere l’esito. Innanzitutto, come detto poco prima, è necessario capire del corpo di cui stiamo parlando: peso, altezza, sesso ed età sono le basi da cui si parte per capire bene il metabolismo basale da cui poi si prendono in considerazione gli altri valori.

 

Tra questi è sicuramente fondamentale quello che riguarda lo stile di vita di ogni persona. Chi ha una quotidianità molto sedentaria avrà un fabbisogno calorico decisamente inferiore di chi invece svolge attività sportive di qualsiasi genere. Tra gli sport di maggior dispendio calorico ci sono indubbiamente quelli di fondo, come la corsa, il nuoto o il ciclismo, dove le lunghe distanze e l’alta intensità permettono di bruciare più di 3mila calorie per ogni singola sessione di allenamento. Per questa ragione, chi pratica questi sport, ha il bisogno di mangiare molto proprio per far fronte a questo deficit calorico non indifferente. Questo chiaramente non significa che si possano mangiare grandi quantità di cibo spazzatura: seguire una dieta bilanciata è sempre fondamentale per il benessere complessivo dell’organismo.

 

Perché rivolgersi ad un esperto?

Quando si tratta di salute è sempre auspicabile essere seguiti da un esperto in materia. Tutto ciò vale anche per quanto riguarda il fabbisogno calorico: un nutrizionista, ad esempio, sarà in grado di calcolare alla perfezione la quantità di calorie necessaria al nostro organismo in base a quanto detto prima, ovvero al peso, all’età, al sesso e alle varie attività che si svolgono giornalmente o settimanalmente. Fornirà dunque una dieta adeguata al nostro corpo in modo da avere anche un’alimentazione bilanciata e che soddisfi le esigenze dell’organismo.

 

L’importanza di una sana alimentazione

A tal proposito, è importante parlare delle terre vulcaniche, intendiamo alimenti iconici e prettamente legati a tutte quelle zone geologiche che possiedono dei terreni vulcanici. La dieta mediterranea, ad esempio, famosa e particolarmente seguita in Italia come in tutte le zone costiere dell’omonimo mare, è una derivazione dell’alimentazione vulcanica, comune dei principi a tutti i territori vulcanici del mondo. Infatti è in questi territori che troviamo le popolazioni più longeve. Fra i cibi tipici di quest’ultima possiamo dunque elencare l’olio extravergine d’oliva, in particolare quello delle Volture, in Basilicata, ricco di minerali. Importante nominare anche le mele dell’Etna, conosciute per essere le “mele più alte d’Europa”, che sorgono da un terreno difficile come quello che può trovarsi ai piedi di un vulcano. E ancora, il pomodoro del piennolo del Vesuvio: si tratta di un particolare pomodorino che contiene molto potassio e dalla tipica forma a “pizzo”, spesso utilizzata sulla pizza napoletana o schiacciato sul pane con olio, sale e basilico. In generale, seguendo una dieta vulcanica, si riuscirà a raggiungere il proprio fabbisogno calorico giornaliero