Benessere
Coenzima CoQ 10

Che cos’è il Coenzima Q10?

Il Coenzima Q10, noto anche come ubidecarenone, è una molecola di natura lipidica che si trova nei mitocondri, organelli intracellulari presenti in tutto il corpo con la funzione essenziale di centrali energetiche nelle nostre cellule. È presenti, quindi, in tutti gli organi e tessuti umani, e proprio per questo viene chiamato anche ubichinone, ma varia a seconda del distretto corporeo e dell’età: la concentrazione maggiore di Coenzima Q10 si trova nel cuore e, poi, nei reni, nel fegato, nei muscoli, nel pancreas, nella tiroide e nella milza che, essendo più attivi, hanno bisogno di una maggiore produzione di energia.

La concentrazione di questa molecola diminuisce con l’aumentare dell’età, determinando un calo dell’efficienza energetica, oppure in presenza di malattie cardiache, diabete, cancro o patologie come l’Alzheimer, il morbo di Parkinson e la SLA. Essendo un potente antiossidante, il Coenzima Q10 viene sempre più utilizzato come integratore date le sue numerose proprietà.

A cosa serve il Coenzima Q10?

Essendo coinvolto in reazioni che portano alla produzione di energia, il Coenzima Q10 è fondamentale per garantire il corretto funzionamento di molti organi e per lo svolgimento di numerose reazioni chimiche che si sviluppano all’interno dell’organismo. Svolge un ruolo importante, ovvero quello di antiossidante naturale in grado di neutralizzare i radicali liberi, proteggendo in particolare organi come la pelle ed il fegato.

Il Coenzima Q10 è necessario per l’attivazione del metabolismo, migliorando le prestazioni fisiche ed intellettive, diminuendo la fatica. Tra i suoi compiti ci sono anche quelli di mantenere il cuore in salute, proteggere il cervello e stimolare la produzione di sostanze che permettono di migliorare il tono dell’umore. Il Coenzima Q10 è anche in grado di mantenere sotto controllo la pressione sanguigna, di diminuire il livello di colesterolo nel sangue e ridurre l’incidenza dei tumori. Quindi, il Coenzima Q10 ha un ruolo importante di contrasto alle conseguenze di alcune malattie, come ad esempio il cancro, e di protezione da patologie neurodegenerative.

Proprietà ed effetti benefici del Coenzima Q10

Come detto in precedenza, il Coenzima Q10 è concentrato maggiormente nel cuore, tra gli organi più attivi e di conseguenza con un bisogno maggiore di produzione di energia. Per questo motivo, l’integrazione alimentare di ubichinone potrebbe migliorare l’efficienza della catena di trasporto degli elettroni, aumentando il tal modo l’energia a disposizione per l’attività cardiaca, in particolare quando sono presenti delle patologie.

Lo stesso discorso può essere fatto anche per le malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer, il morbo di Parkinson e la SLA: l’integrazione del Coenzima Q10 potrebbe aiutare a bloccare i meccanismi biologici nello sviluppo e nella progressione della patologia, agendo come strumento di intervento e prevenzione complementare alle terapie farmacologiche. Infine, il Coenzima Q10 potrebbe fare al caso anche di numerosi sportivi, aiutando a migliorare la prestazione atletica: infatti, la sua azione è quella di ridurre la sensazione di fatica, oltre a limitare il rischio di infortuni.

Un prodotto nuovo da Ipanacea: il MitoQore

Negli ultimi anni il Coenzima Q10 ha assunto importantissimo ruolo nel mondo dell’integrazione nutrizionale, grazie al suo potentissimo ruolo antiossidante che risulta essere efficace nel controllo del livello del colesterolo nel sangue. Ipanacea ha messo a disposizione un prodotto nuovo che consente di integrare Coenzima Q10 e che prende il nome di MitoQore, e lo si può acquistare sul sito https://ibenesseresalute.it/product/mitoqore/. MitoQore è un integratore che aiuta la stimolazione della produzione di energia cellulare, quindi il trasporto di elettroni e sintesi di ATP e la stimolazione della produzione di nuovi mitocondri. Agendo come antiossidante, sostiene la sintesi di Glutathione ed il metabolismo cellulare. Infine, essendo il Coenzima Q10 fondamentale per l’attività cardiaca, il MitoQore favorisce la protezione del danno vascolare.

Posturologia
Kiniesologia

Chinesiologia: cos’è e quali vantaggi porta

Quando ci si trova in un periodo di inattività motoria, dovuta, ad esempio, ad un infortunio o a qualche patologia che limita o, in qualche modo, non permette il movimento, è molto importante cercare di riprendere i propri ritmi della daily routine, senza cercare di fermarsi del tutto. Molti sono i professionisti del settore in grado di dare, in base alle varie situazioni che si possono venire a creare, dei lavori personalizzati, in modo da andare a migliorare il proprio benessere in modo crescente. Tra le scelte più proposte dai medici del settore c’è quella di ricorrere alla Chinesologia.

Cosa è la chinesiologia?

La Chinesiologia è la scienza che studia il movimento reazionale del corpo e lo fa in tutte le sue possibili forme, andando da quella intellettivo-cognitiva a quella affettivo-emotiva, passando per quella fisico-motoria e sociale-reazionale. Tutta la sfera, quindi, in tutti i suoi ambiti rientra nello studio della chinesiologia, che solitamente viene utilizzata in differenti occasioni, ma, e questo è molto importante ricordarlo sempre, viene sempre consigliata e programmata seguendo i dettami consegnati da medici e non solo facendo da sé dei programmi più o meno personalizzati.

Quando è utile?

Essendo una disciplina scientifica, la chinesiologia nel tempo si è costituita di ricerche scientifiche ben accurate, che hanno sviluppato tutta una serie di programmi possibili. Importante è andare poi ad attare questi programmi, che sono per lo più personalizzati in base ai casi d’interesse, e adeguarli alle situazioni fisiche che si vanno a prendere in considerazioni, che possono presentare problemi o anomali. Molto utile è il suo utilizzo in casi di situazioni patologiche, soprattutto, ma anche in altri casi legati ad un deficit motorio dovuto a qualsiasi altra motivazione. Questi trattamenti permettono di ritrovare un buono stato di forma, recuperare l’atleticità dopo periodi di infortuni per gli sportivi, trovare il proprio stile di vita in maniera sana, correggere posture sbagliate, recuperare funzionalità perse o interdette da situazioni esterne, prevenire patologie e tenersi in attività fisica senza andare a sentire troppo gli effetti degenerativi di alcune malattie.

Che differenza c’è tra chinesiologia e fisioterapia

La differenza che c’è alla base tra chinesiologia e fisioterapia è che la prima opera su una base medico-pedagogica con l’obiettivo di andare ad educare, o in alcuni casi rieducare, alcune zone dell’apparato motorio. Per farlo utilizza diversi tipi di tecniche, per andare ad agire in maniera globale sull’organismo per intero della persona. Si può dire, dunque che la chinesiologia lavora per l’ottenimento e il mantenimento della salute e del benessere del soggetto. La fisioterapia, invece, opera su una base medica, utilizzando tecniche prettamente terapeutiche, sia strumentali che manuali, per andare ad agire su situazioni di dolore ed andare a riabilitare delle zone del soggetto che hanno avuto dei traumi.

Dr. Marco Carlon: attività motoria personalizzata

Come si è ormai capito in base a quanto descritto prima, più che fondamentale per un buon programma di chinesiologia è avere un buon programma di attività motoria personalizzata, ecco perché è importante cercare sempre un professionista specializzato in grado di disegnare dei cicli di lavori ed esercizi fatti su misura per le necessità che si presentano. Questo perché, ogni patologia che può essere migliorata grazie all’apporto della chinesiologia adattata, si presenta in maniera ed intensità differente in base alle persone in cui sviluppa. Dei buoni cicli di lavoro devono prevedere esercizi atti a far lavorare nella maniera corretta tutte le parti del corpo, movimentando quindi gambe, busto, braccia e tutto quanto può essere utile per il raggiungimento di una buona salute. Questo anche perché tramite l’attività fisica preventiva e adattata si può anche arrivare ad un mantenimento di quella che è la forma fisica, ossia uno dei migliori indicatori di benessere.

Posturologia
La Masticazione

L’importanza di una corretta masticazione

 

Tra le fasi più sottovalutate dell’alimentazione umana troviamo sicuramente la masticazione. Ingenuamente si potrebbe pensare che, trattandosi di uno step iniziale, l’attenzione a questa dinamica possa ridursi ad un semplice “boccone” da mandare giù, concentrandosi per lo più sulla qualità del cibo ingerito. Ma la verità, come spesso capita, si cela dietro i minimi dettagli, come quelli legati ad una corretta e sana masticazione dei pasti quotidiani, soprattutto in un’epoca dove il tempo ci costringe a correre e far tutto tremendamente di fretta.

 

Come deve essere una corretta masticazione

 

Per una corretta masticazione si comincia dai requisiti fondamentali a livello fisiologico. Primo fra tutti, una mascella allineata e che non comprometta in principio la masticazione stessa: se disalienata, l’apertura e la chiusura della bocca rischierebbe di non procedere regolarmente, rovinando l’esecuzione della masticazione. Appurato questo semplice, seppur decisivo, dettaglio, il cibo deve essere masticato da entrambi i lati. L’input nervoso trasmesso al cervello permette seduta stante di individuare la tipologia di alimento ingerito, perlomeno a livello di densità: lingua e palato riconoscono se il pasto presenta una consistenza dura o moderatamente morbida, in maniera tale che pure i muscoli possano prepararsi all’intensità dello sforzo. In tale dinamica, gioca un ruolo molto importante anche la saliva, che grazie alle sue proprietà straordinarie scompone amidi e grassi, facendo sì che il cibo scivoli più delicatamente.

 

Quali sono le parti interessate nella masticazione

 

Oltre ai già citati lingua e palato, i protagonisti della masticazione sono senza alcun dubbio i denti, che triturano il cibo, facilitandone la digestione nello stomaco. Non tutti i denti, ovviamente, sono uguali, perciò andiamo a vedere nello specifico le funzioni di ognuno:

 

  • Incisivi: affilati e taglienti, il loro ruolo è appunto quello di incidere gli alimenti, così che la mandibola possa spostarsi in avanti e proteggere gli altri denti coinvolti nel movimento, allineando perfettamente il movimento della masticazione.

 

  • Canini: la loro funzione riguarda la capacità di strappare il cibo, in movimento nella bocca da destra a sinistra

 

  • Premolari: essendo più larghi e piatti, il loro obiettivo è appiattire il cibo, quasi a schiacciarlo per ridurne le dimensioni

 

  • Molari: di tutta la dentatura, si tratta dei denti più grandi e forti della bocca, motivo per cui la loro finalità è macinare gli alimenti ingeriti, fino a ridurli in poltiglia.

 

Una volta che i denti hanno fatto tutti il loro lavoro, la masticazione può passare alla fase successiva, col pasto che viene deglutito e si prepara ad andare dritto verso lo stomaco.

 

Problemi dovuti ad una masticazione errata

 

Una masticazione veloce e frettolosa, nonché poco attenta, è tipica dei giorni d’oggi, causa i ritmi sempre più frenetici. Ciò è fatale per la digestione, perché se la nostra bocca non offre dei bocconi piccoli e delicatamente assimilabili durante la deglutizione, il rischio che l’intero processo si rallenti è decisamente alto. Una corretta masticazione, inoltre, è un toccasana per le gengive, le quali possono ripulirsi dai residui grazie al lento e corretto movimento della mandibola. In ottica dieta, tra l’altro, masticare lentamente è perfetto per chi vuole mangiare meno: il sapore, il tatto e l’elaborato assaporamento degli alimenti ingeriti, suggerirà una sensazione di sazietà ben maggiore, rispetto al classico pasto buttato giù in fretta e furia.

Estetica
Lipofilling buono

Cosa è il Lipofilling?

Il Lipofilling, bastato sulla modalità di estrazione del grasso ideata da Fournier nel 1989, è un tipo di intervento chirurgico volto al rimodellamento del corpo attraverso l’estrazione di grasso corporeo da determinate parti del corpo dette “donatrici” e l’impiantazione di questo in altre zone del corpo chiamate “aree svuotate”. Questo tipo di tecnica è utilizzata nella maggior parte dei casi nell’ambito della chirurgia estetica al fine di rimodellare, volumizzare o correggere imperfezioni della pelle. I principali utilizzi, infatti, riguardano appianamento di rughe, volumizzazione di glutei, seno, polpacci e ridefinizione di guance zigomi e mento. Questo tipo di procedura è altresì utilizzato anche per quel tipo di chirurgia ricostruttiva contro cicatrici ed ustioni.

Prima di sottoporsi ad un intervento di Lipofilling è fondamentale una visita preliminare con il medico per informare lo specialista riguardo eventuali cure mediche fatte o ancora in corso. Altra informazione rilevante da fornire è il numero di interventi estetico-chirurgici alla quale si è stati sottoposti, una volta ottenuto l’ok e fissata la data dell’operazione è importante evitare l’uso di antinfiammatori.

L’intervento di Lipofilling, nella maggioranza dei casi, viene fatto in anestesia locale e quindi ultimato il giorno stesso. In alcuni casi, invece, il medico potrebbe optare per l’anestesia totale che richiederebbe quindi una notte di ricovero presso la struttura dove l’operazione avviene. L’operazione consiste nel prelievo di grasso dalla parte “donatrice”, dove è presente in eccesso, per essere impiantato nelle “aree svuotate”. Il grasso viene raccolto tramite una cannula sottile a circuito chiuso che quindi rende incontaminato il prodotto prelevato. Una volta ultimato il prelievo il grasso viene centrifugato per purificare l’adipe dal prodotto anestetizzante. Finito questo processo l’adipe potrà essere impiantato nelle aree selezionate tramite una cannula più sottile di quella usata in precedenza. Al termine dell’operazione la zona interessata sarà bendata per un periodo di tempo variabile a discrezione del medico.

I vantaggi del Lipofilling

Il più grande vantaggio della pratica chirurgica legata del Lipofilling è la quasi totale assenza di rischi e complicazioni che presenta. Il motivo principale della bassa percentuale di rischio di questo intervento è rappresentato dal fatto che ciò che viene iniettato nel corpo è il grasso del paziente stesso e quindi sicuro e naturale al 100%. Altra caratteristica positiva di questo tipo di operazione è il suo effetto permanente e duraturo. Per ottenere un effetto permanente, a onor del vero, sarà comunque necessario sottoporsi ad almeno altri 2 interventi volti a perfezionare quello che sarà il riassorbimento del grasso. Ultimo motivo è il tempo di recupero poiché mediamente si ritorna alle normali attività entro un periodo che varia dai 2 ai 4 giorni.

I nuovi trattamenti: le biotecnologie

Il Lipofilling si inserisce all’interno di quei trattamenti sempre più in via di sviluppo e si inserisce nel filone delle biotecnologie ovvero le applicazioni tecnologiche che utilizzano sistemi biologici, organismi viventi o da loro derivati per realizzare prodotti destinati ad uno specifico. Negli ultimi periodi si stanno facendo diversi passi avanti in questa disciplina, tra gli studi più recenti, infatti, troviamo quello riguardante il Gene Drive che vuole accelerare la propagazione di una certa modifica genetica desiderata all’interno di una popolazione. Questo tipo di scoperta andrebbe a scontrarsi contro la malaria come affermato dal Dottor Andrea Crisanti che ha affermato: «Abbiamo dimostrato che la tecnica gene drive può portare alla scomparsa di femmine fertili, producendo il collasso di una popolazione di zanzare».

Da Lipofilling a Biolifting e Enerpulse

Il Biolifting è una tecnica chirurgica molto simile a quella del Lipofilling, in questo caso, però, l’obiettivo è quello di dare elasticità e tono ai tessuti, soprattutto quelli del viso. Vengono iniettati farmaci bio-stimolanti per idratare e ringiovanire. Non presenta alcun rischio così come il Biolifting. Prima di procedere all’intervento si pulisce completamente il viso attraverso trattamenti estetici come lo scrub, dopodiché si iniettano i farmaci con cannule molto sottili. Nel corso del tempo, grazie alle nuove tecnologie, sono nati nuovi modi di eseguire un intervento simile a quello del Biolifting. Uno di questi è rappresentato dall’apparecchio Enerpulse, una sonda che, grazie ai suoi impulsi elettromagnetici è in grado di trattare degenerazioni ed infiammazioni dei tessuti, aiutando questi a svolgere in maniera ottimale una corretta disintossicazione e ossigenazione. Come è possibile leggere anche presso il sito associazionebioenergia.it, in un articolo riguardante questa nuova tecnologia, l’apparecchio Enerpulse presenta molti lati positivi tra cui la qualità degli impulsi, la stimolazione dell’organismo, la breve durata della seduta e la sua efficacia.

Alimentazione
Intolleranze alimentari

Intolleranze alimentari: come capire se si hanno

Cosa sono le intolleranze alimentari?

Al giorno d’oggi si è soliti sentir parlare di intolleranze alimentari o reazioni avverse del metabolismo a qualsivoglia tipologia di cibo. Dalle categorie più disparate di nutrimenti assunti alle reazioni di diverso tipo, prima di commentarle è però necessario aver ben chiaro un concetto, non così semplice come si è spesso soliti pensare: Cosa sono le intolleranze alimentari?

Le intolleranze alimentari rientrano in un gruppo vasto e spesso non adeguatamente classificato o ben noto, quello dei disturbi causati da reazioni avverse in seguito all’assunzione di una tipologia di cibo. Fatta questa doverosa ed importante premessa vanno poi svolte due successive distinzioni. Tra le reazioni avverse al cibo distinguiamo infatti reazioni tossiche e non tossiche, passando poi al secondo step, quello che suddivide a sua volta le reazioni non tossiche in allergie e, appunto, le intolleranze alimentari. A questo punto va chiarito come si parli realmente e correttamente di intolleranza alimentare, o allergia a più ampio raggio, quando la reazione avversa al prodotto non è causata dal nostro sistema immunitario: in questo senso la classificazione di non tossiche precedentemente citata. Nota a margine per sottolineare come le allergie alimentari siano molto meno comuni di quanto si possa pensare, a differenza invece delle più diffuse intolleranze di cui molti soggetti possono dirsi affetti.

Come capire se si è intolleranti a qualche alimento

Una volta chiarita la giusta classificazione e definizione di intolleranze alimentari si può passare allo step successivo, ovvero quello necessario a far sì che una certa intolleranza venga resa nota ad un potenziale paziente affetto da essa. Per poter individuare una possibile intolleranza alimentare esistono diverse tipologie di esami e test specifici effettuabili. Dagli esami cutanei a quelli del respiro sino agli esami sierologici: rispettivamente denominati più comunemente prick test, breath test (utile a scovare eventuali intolleranze legate al lattosio) ed i classici esami del sangue.

Un’altra strategia utile al fine di scovare eventuali alimenti che possono provocare intolleranze nel proprio organismo è una strategia confermativa. Nello specifico, uno o più alimenti sospetti vengono esclusi dalla propria consueta dieta per un intervallo di circa 2 o 3 settimane e si registrano eventuali scomparse di reazioni avverse. Se una volta reintegrati gli alimenti indiziati, in seguito alla sparizione delle reazioni, contestualmente alla loro reintroduzione nel proprio piano alimentare queste dovessero riaffiorare si potrebbe dunque parlare con ogni probabilità di intolleranza alimentare dovuta allo specifico alimento in questione.

Test ipersensibilità alimentare

Per verificare di non soffrire in modo alcuno di ipersensibilità alimentare, rivolta nello specifico ad alcune pietanze, esistono diverse tipologie di test differenti che è possibile svolgere. Uno su tutti sta guadagnando via via fama e meriti per l’efficacia del proprio metodo, conosciuto con il nome di Test 108 Alimenti. Oltre ad aiutare a scoprire la presenza di eventuali intolleranze alimentari, il test 108 alimenti analizza un’ampia gamma di alimenti, spaziando tra le categorie più disparate. Dagli alimenti più comuni e presenti sulle nostre tavole a quelli meno usuali, lo scopo dell’analisi del test in questione è quello di misurare il numero di anticorpi totali prodotti dal nostro organismo in risposta ad uno o più alimenti dei 108 presi in considerazione.

Viene da sé che più alto sarà il numero e più alta sarà la probabilità di avere una qualche tipologia di intolleranza alimentare nei confronti di esso. In particolare, il test 108 alimenti volto alla scoperta di eventuali intolleranze alimentari è indicato per i soggetti in sovrappeso, che soffrono di tensione addominali, insonnia, emicrania e gonfiore agli arti. Il test che può svelare casi di eventuale ipersensibilità alimentare, tuttavia, è aperto a persone di ogni età, dai bambini agli anziani, non essendo in alcun modo invasivo e rilevando le proteine che in qualche modo rischiano di danneggiare l’organismo del soggetto in questione. Quanto alle modalità del test, va chiarito come sia particolarmente rapido, non impegnativo ed assolutamente indolore. Prevedendo infatti un solo e semplice prelievo di sangue, effettuabile ad ogni modo anche senza essere stati a digiuno per un sufficiente ammontare di ore prima dello svolgimento dell’operazione in questione.

Posturologia
Vertigini da cervicale: quali sono le cause e come riconoscerle

Le vertigini sono dei disturbi molto frequenti nella popolazione, che causano problemi a livello fisico. Questo disturbo potrebbe essere causato da diversi fattori, quali la cervicale o l’apparato vestibolare, che regola l’equilibrio del nostro corpo.

A causa della complessa rete di canali che compongono l’apparato vestibolare, non è sempre facile delineare quali siano le cause delle vertigini, anche se molti studi hanno dimostrato che queste possano essere riconducibili a problemi cervicali.

 

Alcuni scienziati hanno infatti capito nel corso degli anni, che i movimenti del nostro collo, e quindi il malfunzionamento di alcune terminazioni nervose che lo compongono, possono influire sulla comparsa delle vertigini. La comparsa delle vertigini da cervicale può palesarsi in seguito ad alcuni sintomi ben precisi: notare l’ambiente circostante muoversi intorno a sé nonostante si è fermi o addirittura sentire il proprio corpo muoversi. Alcune delle cause principali delle vertigini possono essere i traumi cranici, l’artrosi del rachide cervicale e una possibile ernia del disco.

Come capire se le vertigini sono da cervicale?

Le vertigini da cervicale sono delle sensazioni di alterazione di orientamento e equilibrio, collegate ad una errata attività del movimento del collo. Generalmente, le vertigini da cervicale, sono accompagnate da un forte dolore al collo e a un mal di testa più o meno continuo, tale da causare forti disagi a chi ne soffre. Questa tipologia di vertigine, compare spesso e volentieri in seguito a un evento traumatico come un movimento brusco del collo o un colpo di frusta. In genere le persone affette da vertigini cervicali sviluppano alcuni sintomi: una perdita improvvisa di coordinazione, accompagnata quindi da perdita di equilibrio; il mal di testa e il dolore e ronzio nelle orecchie; nausea e vomito e addirittura difficoltà a concentrarsi in una qualsiasi attività. Per avere certezza del fatto che le vertigini siano effettivamente da ricondurre alla cervicale, è necessario svolgere alcuni esami diagnostici e strumentali come radiografie, angiografie o risonanze magnetiche.

Come faccio a far passare le vertigini da cervicale?

Come per ogni patologia o disturbo, esistono sempre rimedi naturali accompagnati da trattamenti medici. Tra i rimedi naturali figurano:

  • Sdraiarsi o rimanere in una posizione di equilibrio stabile, per alleviare il dolore e soprattutto scongiurare il rischio di cadute
  • Sforzare gli occhi il meno possibile, per cui cercare di tenerli chiusi
  • Attuare uno stato di alimentazione sano e idratarsi il più possibile, per mantenere il corretto funzionamento del nostro corpo
  • Evitare movimenti bruschi e limitarsi a muoversi in maniera fluida per evitare colpi di frusta

Chiaramente, oltre ai rimedi naturali, è consigliato accompagnare le buone abitudini con dei trattamenti medici e delle prescrizioni di farmaci che possono aiutare e alleviare i dolori e i disturbi delle vertigini da cervicale:

  • Miorilassanti come Tizanidina e Ciclobenzaprina
  • Analgesici come Paracetamolo o Ibuprofene
  • Farmaci anti-vertigini

Classificazione delle vertigini da cervicale

Le vertigini da cervicale possono essere classificate in diversi modi, poiché non sempre quando si parla di questo tipo di disturbo si fa riferimento ad una patologia unica:

  • Le vertigini da malattia degenerativa cervicale: sono probabilmente la causa più diffusa di vertigini da cervicale che conosciamo, in quanto possono comparire a causa dell’età e ad un deterioramento della colonna cervicale dovuta ad artrosi
  • La sindrome cervicale di Neri-Barrè-Lieou: si parla di una tipologia molto difficile da individuare, che fa riferimento a uno studio dei primi anni del ‘900, quando gli scenziati in questione reputarono che questa sindrome fosse dovuta a brevi passaggi ischemici nelle strutture cervicali. Spesso viene confusa con altre patologie a causa dei sintomi più comuni come l’emicrania, la cefalea, l’iperestesia corneale e addirittura la depressione.
  • Vertigini associate da colpo di frusta: parliamo di una tipologia di vertigini che avvengono in seguito a traumi della colonna cervicale, quale appunto un movimento brusco del collo o una posizione errata.
  • Bow Hunter’s Syndrome: questa particolare tipologia di vertigine da cervicale si manifesta nei soggetti tra i 60 e i 70 anni di età e presenta sintomi molto diffusi, come la cefalea, l’acufene e alcuni disturbi visivi
  • La Sindrome cervicale da dolore miofasciale: questa particolare tipologia presenta dei disturbi o dei dolori di natura muscolare, spesso accompagnati da dei “trigger point”, ovvero dei punti che attivano un malfunzionamento del nostro corpo

L’importanza della microcircolazione

La microcircolazione è in sostanza la parte più importante della circolazione sanguigna del nostro corpo, poiché si occupa di trasmettere a tessuti e organi tutti i nutrienti necessari al corretto funzionamento di questi, mantenendo quindi il nostro organismo in buona salute.

 

Risulta quindi molto importante, se non fondamentale, cercare in ogni modo di preservare questa funzione, per non incorrere in problemi nel corso degli anni a causa del fisiologico deterioramento del nostro corpo. Per migliorare la microcircolazione, il rimedio più utile è quello di attuare uno stile di vita sano e tenere un regime alimentare adatto e salutare, per permettere a tutte le cellule del nostro corpo di ottenere i nutrienti necessari al corretto funzionamento.

Estetica
Cos’è La mesoterapia?

Nel mondo dei trattamenti estetici, una procedura molto utilizzata e molto in voga è la mesoterapia. Questa tecnica, infatti, permette di recare parecchi benefici alla pelle e all’organismo, a partire dalla lotta contro la cellulite e le rughe, che impegna migliaia di donne ogni giorno, fino ad arrivare alla cura di dolori articolari. Andiamo però a vedere più nel dettaglio in cosa consiste questo trattamento e quando viene applicato.

In che cosa consiste la mesoterapia?

Il termine mesoterapia deriva da mesoderma, ossia lo strato della pelle di media profondità, che può essere, per l’appunto, raggiunto dalle sostanze utilizzate in questo trattamento. Il procedimento prevede l’utilizzo di piccoli aghi, tramite i quali vengono iniettati i farmaci per via intradermica, ossia nello spazio tra l’epidermide e il derma.

 

Rispetto alla classica somministrazione per via sistemica, questa metodologia prevede parecchi benefici, come la rapidità che ci impiega la sostanza curativa ad attivarsi, considerando anche la capacità di diminuire gli effetti collaterali.

 

Questo tipo di somministrazione, però, non può essere utilizzato per terapie che coinvolgono organi interni, ma solo se sono localizzate superficialmente. Durante la mesoterapia, vengono iniettate soluzioni contenenti amminoacidi, vitamine o minerali, ma il contenuto varia a seconda dello scopo e dell’organismo della persona che favorisce del trattamento.

Quali sono i benefici della mesoterapia?

Il campo di applicazione della mesoterapia è molto ampio e, per questo motivo, sono parecchi i benefici che comporta. In generale, questa tecnica permette di eliminare la ritenzione idrica e, quindi, permette all’organismo e alla pelle di disintossicarsi.

 

Questo trattamento può avere uno scopo estetico, quando vengono impiegate delle sostanze lipolitiche o che mirano a ringiovanire la pelle. I difetti che vengono curati sono la cellulite, le rughe e i segni d’invecchiamento, le adiposità distrettuali e le smagliature. Per quanto riguarda, invece, le applicazioni nell’ambito medico, la mesoterapia è indicata per i dolori riguardanti le articolazioni, oltre che l’apparato muscolo-scheletrico.

 

Difatti, sono proprio questi i benefici scoperti dal dottor Michel Pistor nel 1952, colui che viene considerato il pioniere di questa tipologia di terapia. Ad oggi, viene utilizzata in particolare per i microtraumi causati dallo sport, per le osteopatie e per i dolori alle articolazioni. Inoltre, questa procedura è utile per i casi di insufficienza venosa e linfatica.

 

Come spiegato in precedenza, gli effetti collaterali della mesoterapia sono contenuti, dal momento che il farmaco si concentra in un punto circoscritto e non sfocia in altre zone del corpo. Può capitare, comunque, a seguito di un trattamento che compaiano dei pomfi, a causa della rottura di un vaso, ma scompaiono da soli in breve tempo, oppure in alcuni casi la terapia può provocare ecchimosi o una sensazione di bruciore.

Quanto costa una seduta di Mesoterapia

La mesoterapia può essere effettuata solamente in strutture mediche autorizzate e da medici, mentre i centri estetici non hanno il permesso di utilizzare questo tipo di trattamento. Il costo di una seduta varia a seconda di diversi fattori: innanzitutto, la procedura a fini estetici ha costi maggiori rispetto a quella con scopi medici; inoltre, dipende anche dalla zona che deve essere trattata e dalle sostanze prescritte dal professionista, che vengono poi somministrate per via intradermica.

 

In generale, comunque, il costo di una seduta si aggira tra i 50 e i 100 euro, ma spetta ad ogni struttura stabilire il prezzo esatto. Quando si inizia un percorso di questo tipo, per ottenere dei benefici visibili, si intraprende un ciclo di trattamenti, che variano sempre a seconda dell’obiettivo e della risposta dell’organismo.

Trattamento mesoterapico: Enerpulse®

A partire dai benefici delle terapie mesoterapiche, sono state stati studiati metodi e macchinari, in grado di potenziare ancora di più questo processo. Uno di questi è sicuramente Enerpulse®, che, con il suo funzionamento, agisce direttamente sulle cellule e le aiuta a guarire e a ristabilire il corretto funzionamento e potenziale, nel caso della presenza di dolori cronici.

 

Il funzionamento del macchinario consiste nella produzione di impulsi magnetici, che possono raggiungere anche i 20 centimetri di profondità, caratteristica che permette a questa terapia di essere efficace anche per il metabolismo e il benessere delle funzioni delle cellule di tutto l’organismo, compresi gli organi interni come reni, intestino e pompa cardiaca.

 

Inoltre, il trattamento non è invasivo, è naturale e l’organismo lo riceve in maniera diretta. L’efficacia di Enerpulse® è totale, tanto che, dopo solo 2-5 sedute da 9-18 minuti, si possono osservare risultati netti e quasi totali.

Posturologia
Cos’è la ginnastica posturale?

La ginnastica posturale è una disciplina che si pone come obiettivo quello di migliorare la postura dell’apparato scheletrico di un dato individuo, questo viene reso possibile attraverso un importante rinforzo del tono muscolare ad essa circostante.

Esistono due differenti tipologie di ginnastica posturale: la prima, detta antalgica, svolge il proprio intervento verso la totale rimozione del dolore causato da una postura errata tenuta da un soggetto; la seconda viene definita a scopo preventivo, ovvero svolta in via precauzionale, prima che si possano presentare eventuali scompensi, più o meno dolorosi, dovuti a fattori legati la propria postura.

La ginnastica posturale, dunque, aiuta a migliorare la postura dei soggetti attraverso alcuni specifici trattamenti dedicati ad ambo i muscoli dinamici e statici del nostro corpo, così come verso le strutture che si occupano di permettere un adeguato movimento e sostegno.

In che cosa consiste la ginnastica posturale?

Ricorrere alla ginnastica posturale consiste nel, mediante specifici esercizi, migliorare l’allineamento di diverse zone critiche del nostro corpo in funzione di evitare sovraccarichi gravosi, in termini di peso, su di essi. Determinati sovraccarichi, infatti, con il trascorrere del tempo, potrebbero finire per creare scompensi alla nostra colonna vertebrale ed ai muscoli ad essa associati.

La ginnastica posturale agisce con determinati esercizi mirati, sull’intero corpo, andando così a prevenire eventuali disturbi futuri. Svolgendo gli esercizi sotto descritti infatti, si potranno prevenire eventuali comparse di dolore, mantenere in un corretto equilibrio la colonna vertebrale, decomprimerne i dischi e, in via più generica, adeguarsi il più possibile ad una postura il più adeguata possibile.

Quali sono gli esercizi di ginnastica posturale?

Trattando il tema degli esercizi relativi alla ginnastica posturale è necessario fare alcune distinzioni iniziali. Non va infatti ridotto il tema della postura limitatamente alla colonna vertebrale, incidendo infatti molte altre zone del corpo in una postura più o meno corretta.

  • Cervicale:

Gli esercizi di ginnastica posturale riguardanti la cervicale sono molteplici, anche se il più frequentemente utilizzato e conosciuto ricorre ad una banale flessione del collo. L’esercizio prevede un lento movimento della testa avanti-indietro e sinistra-destra, andando a toccare petto, schiena e rispettive spalle corrispondenti. Leggera variante del medesimo esercizio prevede una rotazione del collo, andando a toccare gli stessi punti sopraelencati. In entrambe le varianti va però tenuto bene a mente come la schiena vada mantenuta correttamente dritta.

 

  • Spalle:

Spesso si tende a far riferimento ad una sola schiena dalla postura non corretta; tuttavia, anche le spalle incidono in maniera importante. Alcuni esercizi possono però aiutare a risolvere questa dinamica: partendo da seduti con le gambe incrociate, vanno allargate le braccia all’altezza delle spalle mantenendo i palmi rivolti verso l’alto, a questo punto basterà spingere all’indietro i propri gomiti sino alla sensazione di tensione muscolare. Partendo dalla medesima posizione una variante prevede di abbracciare le spalle spingendole verso il centro della schiena, controllando accuratamente ambo inspirazione ed espirazione.

 

  • Schiena:

Giungendo poi alla zona maggiormente interessata in ambito di postura, diversi sono gli esercizi attuabili. Partendo a carponi, con gambe piegate e braccia tese verso il suolo, inarcate lentamente la schiena verso l’alto e verso il basso, mantenendo le rispettive posizioni per alcuni secondi. Partendo invece da posizione supina, piegare una gamba tirandola sino al petto con il braccio opposto. Il braccio corrispondente alla gamba va dunque alzato verso l’alto, mantenendo la posizione per una quindicina di secondi. Con testa, spalle e schiena ben aderenti al suolo, eseguire alcune ripetizioni alternando i lati dai quali l’esercizio viene svolto.

Marco Carlon e lo sport performance

Non solo ginnastica posturale per alleviare e far sparire ogni tipo di dolore o la ginnastica posturale preventiva, questa disciplina è molto attiva e scelta anche nel mondo dello sport. Il legame che accomuna le attività sportive con una postura corretta è chiaro e scontato, il lavoro alle spalle di esso, talvolta, no.

Esistono infatti figure specifiche specializzate in posturologia, in particolare nel ramo sportivo. È il caso del posturologo Marco Carlon, operante in quel di Milano, Roma, Monza, Como e specializzato anche nelle performance sportive. Per raggiungere infatti prestazioni sportive ai massimi livelli, Carlon utilizza un approccio molto efficace, in grado di fornire i risultati sperati in tempi brevi e, cosa più importante, duraturi nel tempo, permettendo così performance psicofisiche di assoluto livello.

Il Metodo CM®, ricorrente alla Posturologia, ma anche biotecnologie uniche quali: Biorisonanza CIEM System, Enerpulse®,  Geoprotex®, ed altre, solette e calze informate, alimenti speciali e integrazione erboristica, Mental Coach ed altro. Queste sono solo alcuni dei metodi utilizzati dal posturologo Marco Carlon, soluzioni nell’ambito dello sport performance che garantiscono maggior resistenza a sforzi, equilibrio, forza, controllo, flessibilità ed anche miglior lucidità e concentrazione. Ricorrere dunque a queste tecniche di posturologia si rivela utile sia in termini di una ginnastica posturale innovativa ma anche in termini psicologici, oltre che meramente fisici.

Alimentazione
Cosa sono i Macronutrienti? Quali le loro funzioni?

Alla base di una sana alimentazione troviamo i macronutrienti, ovvero gli elementi necessari alla ridistribuzione dell’energia nel corpo umano. Dovessimo suddividerli nel dettaglio, avremmo carboidrati, proteine e grassi, principi nutritivi presenti in qualsiasi cibo ingerito nella nostra quotidianità. Scopriamo le funzioni specifiche di ognuno di loro:

  • Carboidrati: si trovano in alimenti come la pasta, i cereali, il pane, la farina o le patate. I carboidrati svolgono un ruolo chiave nella produzione e successivo immagazzinamento dell’energia.
  • Proteine: si trovano in alimenti come legumi, pesce, uova, carne, latte e derivati. Costituiscono muscoli e cartilagine, ormoni ed enzimi, oltre a presenziare nella coagulazione del sangue, nella trasmissione nervosa e nelle funzioni immunitarie.
  • Grassi: si trovano in alimenti come olio d’oliva, semi oleosi, oli di semi, frutta secca a guscio e burro. Rivestono un ruolo di riserva energetica, oltre a costituire le membrane cellulari, gli ormoni e ad essere coinvolte nella regolazione dei processi infiammatori.

I prodotti Cross Food

Il mondo è pieno di persone con intolleranze alimentari: non è raro sentire di individui vittime della propria digestione, magari lenta e assai difficile, o del gonfiore intestinale. Tutto ciò, ovviamente, dipende da determinati alimenti, i quali possono risultare poco assimilabili dal nostro intestino, motivo per cui entrano in gioco i prodotti Cross Food.

Tali prodotti offrono un’alimentazione priva di glutine, lattosio o di qualsiasi caratteristica legata a patologie con un’alterata permeabilità intestinale. Un esempio classico sono le tisane o i mieli, grazie ai quali l’organismo riceve benefici curativi, come gli effetti depurativi, antidolorifici o riequilibranti del colesterolo.

La riduzione dell’apporto calorico e il miglioramento dell’apporto energetico

Quando si parla di macronutrienti, ovviamente, va considerata la differenza tra apporto calorico e apporto energetico. Il fabbisogno calorico giornaliero è definito come l’apporto di energia, sotto forma di calorie derivante dagli alimenti, necessario a compensare l’energia che ogni individuo spende giornalmente (dispendio energetico).

 

Questa definizione va inserita in un contesto di scrupolosa selezione degli alimenti stessi, perché non è detto che più calorie si ingeriscono e, qualitativamente parlando, più energia subentri nel nostro corpo. Che si tratti di vita sedentaria o altamente dinamica, la scelta dei macronutrienti va ponderata in maniera saggia ed equilibrata, distribuendo carboidrati, proteine e grassi in quantità sufficienti e coerente al ruolo che svolgono.

L’alimentazione Vulcanica

Le caratteristiche geologiche uniche dei terreni vulcanici ha fatto sì che alcuni alimenti diventassero iconici e prettamente legati alla cosiddetta “dieta vulcanica”. In Italia si parla di Dieta Mediterranea, ma senza comprendere davvero che deriva in realtà dalla Dieta Vulcanica. Va poi precisato che la Dieta Mediterranea originalmente era diversa da quella attuale, troppo ricca di carboidrati ad esempio, contraddicendosi infatti con una dieta tipica delle coste e di paesaggi montuosi. Appurato ciò, scopriamo alcuni dei cibi legati all’alimentazione vulcanica:

Olio extravergine d’oliva del Vulture

Nei pressi del vulcano di Vulture, in Basilicata, sono presenti diversi ulivi, grazie ai quali viene prodotto un particolare olio extravergine all’interno del quale si trovano tantissimi minerali.

Le antiche mele dell’Etna

Rinominate “Le mele più alte d’Europa”, i frutti coltivati nel parco naturale dell’Etna sono catalogabili in quattro varietà: cola, gelato, gelato cola e il cirino. La mela cola, battezzata così per il convento di San Nicola a Nicolosi, ha una forma cilindrica, mentre la varietà gelato possiede un colore paglierino, accompagnato da un gusto dolce e aromatico. La gelato cola, ovviamente, è un mix delle due varietà viste precedentemente, mentre la mela cirino è schiacciata, dal gusto dolce e dal colore verdino.

Pomodorino del piennolo del Vesuvio

Coltivati nell’area vesuviana, i pomodorini del piennolo contengono molto potassio e presentano una forma a “pizzo”, cioè con una puntina all’estremità. È utilizzato nella classica pizza napoletana o schiacciato sul pane, assieme olio, sale e basilico.

Infine gli alimenti a marchio CROSSFOOD, sono con materie prime di qualità e di queste terre vulcaniche appunto, ricette siciliane antiche, creati appositamente come cibi antinfiammatori, ma con attenzione al gusto.

Salute del Colon
Cos’è il colon-irritabile ? Quali i sintomi?

colon-irritabile: Quando si parla di disturbi intestinali, uno dei tratti dell’apparato digerente più delicati è sicuramente il colon. Prima di esaminare il tratto specifico, però, analizziamo a 360º i settori dell’intestino, così da comprendere quale parte del corpo umano analizzeremo nelle prossime righe. In primis abbiamo il piccolo intestino, comunemente chiamato intestino tenue, il quale comincia dalla valvola pilorica, necessaria a dividerlo dallo stomaco, e termina nella zona della valvola ileocecale, confinante con l’intestino crasso. Per 7 metri di lunghezza e con un diametro di medio di 4 centimetri, le tre sezioni sono il duodeno, il digiuno e l’ileo. L’altro settore, invece, è appunto l’intestino crasso: tale tratto comincia dalla valvola ileocecale e finisce in corrispondenza dell’ano. Mentre l’intestino tenue si divide in tre sezioni, l’intestino crasso presenta sei parti: cieco, colon ascendente, colon trasverso, colon discendente, sigma e retto, per un totale di 2 metri di lunghezza e 7 centimetri di diametro. La parte che ci interessa, in tal caso, è proprio l’intestino crasso.

Tornando alla problematica specifica, la sindrome del colon irritabile, spesso chiamata anche colite spastica, si presenta in maniera decisamente distinta rispetto alle altre malattie infiammatore intestinali, le quali mostrano già irregolarità nell’anatomia dell’intestino. Nella sindrome del colon irritabile, infatti, l’intestino mantiene un aspetto privo di anomalie.

Cos’è la sindrome del colon irritabile?

Cos’è la sindrome del colon irritabile?

La sindrome del colon irritabile è una condizione cronica che, se non trattata in maniera adeguata, può prolungarsi per diversi anni, anche con risultati poco piacevoli. Non parliamo di una malattia accostabile a casistiche ben più celebri, come il Morbo di Crohn o la colite ulcerosa, poiché tale cronicità non altera anatomicamente nessuna parte dell’intestino, ma presente dei classici disturbi infiammatori intestinali.

I sintomi e le cause del colon irritabile

Non si conoscono le esatte cause legate alla sindrome del colon irritabile, ma diversi studi hanno ipotizzato le più plausibili. Partiamo da quella più attendibile, ovvero una comunicazione anomala tra encefalo, fibre nervose e muscoli intestinali. Poiché l’intestino e l’encefalo sono legati da un’estesa rete di nervi, tale anomalia nella comunicazione porterebbe all’irritazione del colon. La relativa fisiopatologia, in breve, avviene nel seguente modo: visto che le protagoniste del processo digestivo sono le contrazioni delle cellule muscolari, se quest’ultime si contraggono esageratamente subentrano meteorismo, gonfiore addominale e diarrea. Al contrario, una contrazione poco ritmata provoca stipsi, feci secche o fin troppo dure.

 

Altri stimoli classici del colon irritabile possono riassumersi nelle seguenti circostanze:

 

Alterazioni ormonali: tra le persone più inclini all’infiammazione del colon ci sono le donne. Ciò ha portato i medici ad attribuire al ciclo mestruale e, di consulenza, agli ormoni un ruolo potenzialmente centrale tra le cause della sindrome del colon irritabile.

 

Alimentazione: diversi cibi possono risultare determinanti nel contribuire alla sindrome del colon irritabile, motivo per cui un’alimentazione sana ed equilibrata è un requisito necessario per prevenire tale dinamica. Tra gli alimenti spesso affiancati alla sindrome del colon irritabile troviamo cioccolata, cibi grassi, latte, bevande alcoliche e spezie.

 

Stress: una salute mentale quotidianamente soggetta allo stress presenzia in diverse persone affette da colite spastica.

Idrocolon terapia di Ipanacea

A cosa si può ricorrere, di conseguenza, per un efficace lavaggio intestinale? La soluzione a tale cronicità è NanoClean21. Il dispositivo, fornito di specola, è destinato al trattamento del lavaggio intestinale. Il trattamento avviene veicolando acqua, a temperatura e pressione controllata, con l’uso del dispositivo stesso. Ma come può l’acqua avere dei benefici così impattanti? Il liquido iniettato durante un lavaggio intestinale si aggiunge al volume delle feci, esercitando una pressione sulla muscolatura intestinale e stimolando intensamente la peristalsi e i riflessi di defecazione. L’acqua introdotta rimuove feci depositatesi nel tratto interessato dal lavaggio. Per ulteriori informazioni consultare il sito https://ibenesseresalute.it/product/nanoclean21mp3/

Sei interessato a fare idrocolonterapia? Ecco qui dove puoi farla!
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